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foto di repertorio

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Emergenza Coronavirus, un ternano in Francia: “Finalmente sono state prese le misure adeguate”

Il giovane architetto Carlo Agabiti si trova ad Aix en Provence: “Resta la sensazione che le poche persone in giro non siano troppo preoccupate”

Un’iniziativa che ha suscitato interesse e partecipazione quella adottata da Terni Valley. Si fa riferimento a Ternikeepintouch alla quale hanno partecipato numerosi giovani (e meno ndr) ternani emigrati all’estero. Tra questi c’è Carlo Agabiti che si trova nel sud della Francia ed osserva l’evolversi dell’emergenza sanitaria in una nazione nel pieno della tempesta

“In questo momento mi trovo ad Aix en Provence. Sono arrivato qui circa 5 mesi fa – afferma Carlo - per lavorare al progetto ITER. Sono architetto e coinvolto nella costruzione di questa centrale energetica sperimentale. É in realtà un grande esperimento scientifico, con cui si tenterà di produrre energia tramite la fusione nucleare e non la fissione, come avviene nelle attuali centrali nucleari in funzione”.

L’emergenza sanitaria in Francia

“E’ arrivata piuttosto tardi rispetto all'Italia ed è successo tutto molto in fretta con diverse comunicazioni da parte del Presidente della Repubblica e del Primo Ministro. Per noi italiani che siamo qui è stato un sollievo sapere che stavano chiudendo tutto e che finalmente si prendevano delle misure adeguate, visto che fino all'ultimo giorno di "libertà" le persone sembravano ignorare il problema. Ora ho iniziato la terza settimana di telelavoro e uscire capita di rado se non per fare la spesa. È sceso un gran silenzio sulle strade. Tuttavia resta la sensazione che le poche persone in giro non siano troppo preoccupate. Credo che il comportamento generale sia anche dovuto alla percezione del pericolo che danno i massmedia. Soprattutto in questa regione (Provence-Alpes-Côte d'Azur) non c'è il monitoraggio quasi ossessivo che c'è in Italia. In generale però la maggior parte dei casi si concentrano su altre regioni, soprattutto a nord. La quarantena è stata prolungata di due settimane, fino al 15 aprile”.

La percezione della città

“Ovviamente dal momento in cui l'emergenza montava ho iniziato a seguire con attenzione la situazione anche a Terni, dove tutti (dai parenti agli amici) mi raccontano di restrizioni importanti e controlli. Fortunatamente mi sembra che sia una provincia con buoni "numeri" anche se è terribile parlare di numeri quando ci sono morti e malati. Le chiamate e soprattutto le videochiamate aiutano molto e mi tengono vicino alle persone care. L'ultima volta che sono tornato era per le vacanze natalizie e ancora non è chiaro quando si potrà rientrare. Dovranno riprendere i collegamenti aerei (non del tutto scomparsi ma rari) e le forti restrizioni di mobilità che ci sono. Spero – chiude - comunque presto perchè vorrebbe dire che presto tutta questa situazione sarà finita o normalizzata.”

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