“Guerra” della spesa, la verità del sindaco Parca: ecco come sono andate le cose

Giovesi “sgraditi” ad Attigliano e Amelia, dopo le polemiche il primo cittadino mette in fila i fatti. Orari, telefonate e comunicazioni: la ricostruzione

“Vorrei esprimere solo i fatti”. Così il sindaco di Giove, Alvaro Parca, scrive una nuova pagina nella “guerra” della spesa che negli ultimi due giorni si è consumata fra la città da lui amministrata, la vicina Attigliano (un paio di chilometri o poco più di distanza) ed Amelia, che da Giove dista una manciata di chilometri.

La querelle nasce dalla indisponibilità di un supermercato a Giove. E dunque dalla richiesta che Parca inoltra ai suoi colleghi di Attigliano ed Amelia rispetto alla possibilità di garantire ai giovesi di poter fare spesa nei comuni confinanti. Seguono post e polemiche social fino all’ordinanza – emessa nella tarda serata di martedì 31 marzo, anche se poteva sembrare un pesce d’aprile – con la quale si dispone il divieto di accesso da parte dei giovesi nel territorio comunale di Giove.

Qualche ora dopo, arriva la ricostruzione di Parca. Eccola.

“Alle 18.20 di domenica 29 marzo vengo informato che la Coop di Giove resterà chiusa il giorno dopo per una generica sanificazione del locale (cioè non vengono dettagliati i motivi della sanificazione)”.

“Dopo aver verificato e scartato per impossibilità operativa altre soluzioni e tenuto conto che l’altro negozio di Giove era e rimane tuttora chiuso per isolamento cautelativo fiduciario della proprietaria, alle 20.36 ho telefonato alla sindaca di Amelia per chiederle se avesse problemi se qualcuno di quanti si fossero trovati il lunedì mattina di fronte alla Coop di Giove chiusa, fossero andati ad acquistare alimentari e beni di prima necessità in un paio di supermercati di Amelia, ottenendo il suo consenso”.

“Subito dopo, esattamente alle 20.42, ho telefonato al sindaco facente funzione di Attigliano per chiedere la stessa cosa per Attigliano, ottenendo identico assenso”.

“Tutto ciò, tenendo conto di quanto risposto alla seguente domanda che ciascuno può trovare sul sito web del Governo: ...laddove quindi il Comune non disponga di punti vendita o sia necessario acquistare con urgenza generi di prima necessità non reperibili nel Comune di residenza o domicilio, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati”.

“Alla luce di quanto concordato con i sindaci ed avvertite le forze dell’ordine, il lunedì mattina i volontari della protezione civile hanno avvertito i clienti Coop che potevano recarsi presso i negozi di Attigliano e Amelia solo se muniti di mascherine, guanti e di autocertificazione e, infatti, è proceduto tutto tranquillamente, senza proteste da alcuna parte, nella tranquillità che la Coop potesse riaprire martedì 31 marzo, come confermato da una mail della Coop del primo pomeriggio di lunedì. Ma, una successiva mail del tardo pomeriggio smentisce la prima e comunica la chiusura del negozio anche per il 31 marzo, apparentemente per sistemare le scaffalature e rifornire il negozio dopo la disinfezione”.

“Quindi alle 20 telefono nuovamente al sindaco di Attigliano, comunicandogli che la situazione si sarebbe protratta anche il giorno seguente ed ottenendo di nuovo il suo assenso motivato anche dal fatto che il giorno precedente non si erano visti molti giovesi e che tutto era filato via senza problemi di sorta”.

“Una serie di telefonate successive di aggiornamento sullo stato dei contagi non mi facevano purtroppo ricordare di telefonare anche alla sindaca di Amelia se non quando ormai era molto tardi e quindi lei ha ragione quando dice che non è stata avvertita. Non ha ragione quando dice che le ho tenuto nascosto il motivo della chiusura della Coop perché anch’io, pur avendone sentore, l’ho saputo (ufficiosamente) solo nella mattinata di martedì 31 marzo”.

“Alle 8.50 di questa mattina (martedì 31) mi telefona il sindaco di Attigliano dicendomi che la popolazione di Attigliano era in subbuglio per i giovesi che andavano a fare la spesa ad Attigliano, chiedendomi di invitarli a non andare più e proponendo in alternativa che telefonassero ai negozi di Attigliano che poi avrebbe provveduto a far portare la spesa a Giove”.

“Alle 10.22 ricevo una telefonata anche dalla prefettura, con la quale mi si informava che nei comuni di Amelia e di Attigliano stava sorgendo qualche problema per l’accesso dei giovesi e, nel contempo, mi si chiedeva (cortesemente) se avessi potuto trovare una soluzione diversa per evitare il malcontento crescente”.

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“Nel frattempo, vista la situazione e non volendo creare problemi ad alcuno, avevo già provveduto ad avvertire i clienti delle nuove disposizioni sia pubblicando con molta amarezza il post oggetto delle polemiche, sia tramite i volontari della protezione civile, che nella fine mattinata e nel pomeriggio hanno raccolto gli ordini di provviste alimentari e di bei di prima necessità da parte dei cittadini, trasmesso gli ordini ai negozi che si erano dichiarati disponibili, recuperato e portato loro a casa  la spesa. Così è finita la giornata. Questi sono i fatti inconfutabili”.

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