Inferno sull’Autosole, il camionista resta in carcere

L’accusa è di omicidio colposo plurimo per la morte di padre e figlio, 33 e 9 anni, nell’incidente avvenuto mercoledì mattina tra Orvieto e Fabro

Il camion in fiamme dopo l'incidente

Il camionista bulgaro di 49 anni resta in carcere: per lui l’accusa è di omicidio colposo plurimo. Il fermo è stato convalidato dal gip del tribunale di Terni, ora l’uomo si trova nel casa circondariale ternana di vocabolo Sabbione.

Gli agenti della polizia stradale di Orvieto, coordinati dal sostituto commissario Stefano Spagnoli e dal comandante provinciale Katia Grenga, hanno applicato nei confronti del camionista protagonista dell’incidente che mercoledì mattina ha provocato la morte di padre e figlio di 33 e 9 anni le norme previste dal reato di omicidio stradale. In particolare, l’arresto in flagranza – così come previsto dal codice di procedura penale – è scattato perché il suo comportamento avrebbe cagionato “per colpa, la morte di una persona a seguito della violazione delle norme che disciplinano la circolazione stradale”. La pena prevista per questo reato - in assenza di aggravanti come la guida in stato di ebrezza - va da due a sette anni di carcere.

Secondo la ricostruzione della Polstrada, lo scontro fra l’autoarticolato condotto dal bulgaro e la vettura sulla quale, oltre a padre e figlio viaggiava anche la madre – ferita e poi medicata all’ospedale di Orvieto – mentre la macchina era in fase di sorpasso. Il tir avrebbe sbandato, agganciando con la coda il veicolo e scaraventandolo poi contro il guard rail. Dopodiché il camion si è ribaltato, incendiandosi, così come le fiamme hanno avvolto la vettura. La donna, 35 anni, è riuscita ad uscire in tempo anche grazie all’aiuto dei poliziotti. Per padre e figlio non c’è stato nulla da fare. Ferita anche la moglie del camionista che viaggiava con lui sull’autoarticolato.

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E quando la drammatica giornata di sangue sembrava volgere al termine, alle 20.46 di mercoledì, è scattato un nuovo allarme. La pattuglia della polstrada di Terni stava facendo ritorno nel capoluogo per trasferire in carcere l’arrestato, mentre dall’A1 si segnalava un nuovo incidente. Sei chilometri più avanti rispetto al luogo dell’incidente del mattino, un tir condotto da un ventenne polacco ha tamponato altri due camion e un furgone fermi per il rallentamento del traffico. I mezzi si sono incendiati e il giovane polacco è morto – probabilmente – carbonizzato. Per identificarlo gli agenti della polstrada hanno impiegato quasi ventiquattro ore.

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