"Mani di velluto", finisce in manette la serial killer degli orologi

Dieci colpi in pochi mesi per un bottino da almeno 80mila euro: avvicinava le vittime e le distraeva anche offrendo prestazioni sessuali. L'indagine dei carabinieri

Eleonora Giorgi e Adriano Celentano in "Mani di velluto"

Aveva cercato di rifugiarsi a Rovereto (Trento) pur di far perdere le proprie tracce. Ma i carabinieri avevano in mano identikit, testimonianze e alcune immagini di un sistema di videosorveglianza che l’aveva ripresa all’opera: è finita in manette la carriera di una ladra seriale, con una particolare predilezione per orologi di marca, monili e preziosi.

Dieci i colpi che vengono contestati a una rumena – classe 1989 – arrestata qualche giorno fa dagli agenti del commissariato di polizia della città dell’Alto Adige, al termine dell’attività investigativa dei carabinieri su mandato del capo della procura ternana, Albero Liguori, su mandato del gip del tribunale di Terni, Federica Bona Galvagno.

Il modus operandi di “mani di velluto” era sempre lo stesso: avvicinava le sue vittime – uomini o donne, preferendo persone di una certa età, dai settant’anni in su – e poi cercava di distrarle proponendosi come badante, chiedendo qualche informazione oppure offrendo, in qualche caso, prestazioni sessuali. Poi, con estrema abilità, sfilava dal polso orologi, catenine o bracciali, scegliendo sempre di arraffare merce di altissimo valore. Tant’è che gli investigatori, sulla base delle denunce raccolte, stimano che nei dieci colpi commessi fra l’ottobre 2017 ed il marzo 2018, la ladra abbia messo assieme un bottino di almeno 80mila euro.

Raccogliendo le denunce, i militari hanno assemblato un identikit della ladra, supportato anche dalle immagini di un sistema di videosorveglianza che – in città – l’aveva ripresa all’opera, oltre che da alcuni testimoni che avevano assistito ai furti.

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L’indagine certosina ha così permesso di stringere il cerchio fino a risalire alla ragazza che, in passato, aveva raggranellato denunce ed arresti sempre per colpi di questo genere. A nulla le è valso il tentativo di fuga in Trentino, dove è stata raggiunta in carcere dall’ordinanza di custodia cautelare.

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