Flavio e Gianluca, il pusher va in comunità. Il giudice: fatti gravi, ma non ci sono esigenze cautelari

Accusato per la morte dei due quindicenni terni, lo spacciatore che ha ammesso di avere ceduto il metadone è stato trasferito in una comunità di Spello

Il centro Cast di Spello

Dopo poco meno di tre mesi dietro le sbarre del carcere di Terni, lo spacciatore 41enne finito in cella per la morte di Flavio e Gianluca, i due quindicenni ternani uccisi a inizio luglio da un cocktail di metadone, lascia la casa circondariale di vocabolo Sabbione per essere ospitato in una comunità di recupero di Spello.

La decisione è stata presa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di terni, Barbara Di Giovannantonio. La notizia è stata anticipata nella mattinata di oggi dall’edizione locale del Messaggero.  

Il gip ha dunque accolto la richiesta avanzata dal legale dell’uomo, l’avvocato Massimo Carignani. “Pur confermando in questa sede la gravità dei fatti contestati – scrive il gip nella sentenza che scarcera lo spacciatore, arrestato con l’accusa di morte come conseguenza di altro reato (ossia l’aver ceduto il metadone ai due quindicenni ternani, ndr), non si ravvisano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza per cui la misura restrittiva presso la struttura Cast appare concedibile”.

Mercoledì pomeriggio, dunque, il pusher ha lasciato la sua cella per essere ospitato nella struttura Cast (Centro attività sulle tossicodipendenze) onlus di Spello. È qui che trascorrerà le prossime settimane, in attesa dei risultati dell’autopsia e degli esami tossicologici che dovrebbero fornire ulteriori elementi all’indagine, oltre alla confessione resa dallo spacciatore nelle ore immediatamente successive alla morte dei due ragazzini.

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A meno chela procura di Terni, anche sulla base di quelle risultanze scientifiche, non dovesse decidere di ricorrere contro questa scelta, fornendo altri elementi tali da riportare il 41enne dietro le sbarre.

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