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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Pacco alimentare recapitato ad un detenuto: “Droga nascosta tra le fette di bresaola. Brillante operazione della penitenziaria”

Il segretario nazionale per l’Umbria del SAPPE Fabrizio Bonino: “Il personale ha evitato che un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti potessero fare ingresso nel carcere di Orvieto”

“Una brillante operazione della polizia penitenziaria di Orvieto”. Il segretario nazionale per l’Umbria del SAPPE ossia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria racconta quanto accaduto, all’interno della casa circondariale orvietana: “Un detenuto si è fatto spedire un pacco alimentare, tramite corriere al cui interno era occultata sostanza stupefacente - hashish e marijuana - con confezionamento frazionato in diverse dosi dal peso di circa 130 grammi. La sostanza – afferma Bonino - era nascosta all'interno di fette di bresaola accuratamente confezionata sottovuoto. Il personale di polizia penitenziaria operante non si è fatto ingannare e così ha evitato che un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti potessero fare ingresso in carcere”.Ed ancora: “Il detenuto è stato deferito all’autorità giudiziaria, in stato di libertà, mentre sono in corso accertamenti per l'individuazione del soggetto che ha spedito la droga. Questo è solamente l’ultimo intervento fatto dalla penitenziaria di Orvieto che, ogni giorno con il proprio lavoro, garantisce la sicurezza nel carcere. L'encomio va al personale della casa circondariale che, nonostante le tante criticità, si conferma baluardo contro l'illegalità, garantendo l'ordine e disciplina all'interno del penitenziario”.

A rimarcare la bontà dell’operazione degli agenti, il segretario del SAPPE Donato Capece: “Ogni giorno la polizia penitenziaria porta avanti una battaglia silenziosa per evitare che dentro le carceri italiane si diffonda uno spaccio sempre più capillare e drammatico, stante anche l’alto numero di tossicodipendenti tra i detenuti. L’hashish, la cocaina, l’eroina, la marijuana e il subutex - una droga sintetica che viene utilizzata anche presso il SERT per chi è in trattamento – sono quelle che più diffuse e sequestrate dai baschi azzurri. Ovvio che l’azione di contrasto, diffusione e consumo di droga in carcere vede l’impegno prezioso degli agenti i quali, per questo, si avvalgono anche delle proprie unità cinofile. Tutto ciò fa comprendere come l’attività di intelligence e di controllo diviene fondamentale. Questo deve convincere sempre più sull’importanza da dedicare all’aggiornamento professionale dei poliziotti penitenziari, come ad esempio le attività finalizzate a prevenire i tentativi di introduzione di droga in carcere, proprio in materia di contrasto all’uso ed al commercio di stupefacenti. La polizia penitenziaria, a Orvieto e nelle altre prigioni d’Italia – conclude - è quotidianamente impegnata nell’attività di contrasto alla diffusione della droga nei penitenziari per adulti e minori. Il numero elevato di tossicodipendenti richiama l’interesse degli spacciatori che tentano di trasformare la detenzione in business”.

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