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Lunedì, 30 Gennaio 2023
Cronaca Orvieto

Operaio morto in cantiere, si muove la procura: disposto l’esame sul corpo della vittima

Inquirenti al lavoro per ricostruire la dinamica che ha portato alla morte del lavoratore di 36 anni. Cgil: “Sistema incapace di reagire”

La procura della Repubblica di Terni si muove dopo la morte di un operaio di 36 anni, precipitato in uno scavo realizzato per l’installazione di un metanodotto nell’Orvietano. Il pubblico ministero infatti ha disposto l’esame esterno sulla salma, da cui poi dipenderà la necessità o meno di effettuare l’autopsia. Secondo quanto ricostruito finora, l’uomo sarebbe piombato da diversi metri nello scavo, e poi sarebbe stato subito soccorso dai colleghi, che purtroppo non hanno potuto salvarlo. 

Intanto sulla vicenda interviene anche la Cgil, con il segretario generale Claudio Cipolla. “Il sistema non è capace di affrontare il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e di tradurre in pratica quanto da tempo si afferma nelle dichiarazioni. Da troppo tempo, purtroppo inascoltati, chiediamo una legge specifica, soprattutto sul sistema degli appalti e subappalti, per definire regole precise al fine di tutelare il lavoro ed i lavoratori. È necessario e non più rinviabile un impegno deciso di tutti i soggetti interessati nel compiere questo sforzo, al fine di interrompere questa piaga che rappresenta una sconfitta per tutti noi”.

Rilanciare la contrattazione aziendale e territoriale sulla sicurezza, aumentare la partecipazione dei rappresentanti sindacali nei luoghi di lavoro, contrattare condizioni, orari e ritmi di lavoro, aumentare i controlli e soprattutto definire protocolli per impegnare tutti i soggetti ad una assunzione di responsabilità fatta di regole precise a tutela del lavoro: questi, secondo la Cgil, sono i primi atti da compiere. “Pensiamo che il lavoro debba essere considerato un valore e non un costo – afferma ancora Cipolla – e che su questo valore si debba investire da subito. Quindi, tecnologia, miglioramenti impiantistici, formazione continua dei dipendenti, formazione nelle scuole, tutti punti fondamentali non più derogabili per poter lavorare insieme in questa direzione”.

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