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Tenta di far esplodere la casa con dentro moglie e figli, espulso dall’Italia: è troppo pericoloso

Stesso provvedimento dalla polizia di Terni per un altro cittadino rumeno che ha collezionato condanne per rapina e furto in giro per il Paese

Tentato omicidio e sequestro di persona sono le accuse che lo avevano portato in carcere perché aveva chiuso la moglie e i tre figli minori in una stanza dell’appartamento dove vivevano, minacciando di far saltare in aria la casa dopo avere aperto i rubinetti del gas.

Solo l’intervento delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco scongiurarono il peggio: a quel punto per l’uomo, un rumeno oggi 47enne, si aprirono le porte del carcere. Condannato a 8 anni e 4 mesi di cella, per lui è arrivata la conclusione della pena. Gli agenti dell’ufficio immigrazione della questura di Terni lo hanno atteso di fronte ai cancelli di vocabolo Sabbione e lo hanno trasferito al centro di permanenza e rimpatrio di Potenza.

Assieme a lui, anche un altro soggetto per cui è scattato il provvedimento di espulsione dal territorio nazionale a causa della sua pericolosità sociale.

Trent’anni, sempre di nazionalità rumena, ha collezionato condanne per rapina, furto in abitazione, furto con strappo e ricettazione tra Anzio e Velletri e per questi reati è stato condannato ad una pena complessiva di 8 anni e 10 mesi.

Ad entrambi, l’ufficio immigrazione ha notificato il decreto di allontanamento dal territorio nazionale per “motivi imperativi di pubblica sicurezza” e sono stati subito accompagnati nella struttura, dove rimarranno il tempo necessario alla rimozione degli impedimenti all’accompagnamento in frontiera.

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