Casse vuote e dirigenti in ferie da un anno, ecco perché i semafori a Terni sono “fradici”

L’analisi dell’assessore Enrico Melasecche: sistema tenuto in piedi coi cerotti, subito il progetto per una trasformazione radicale con controllo da remoto e tutti led per abbattere i costi e dare maggiore sicurezza

Un problema “vecchio” che nessuno negli ultimi diciannove anni ha mai affrontato. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: un sistema “fradicio” che sta su con i cerotti per un servizio che non funziona.

Parola di Enrico Melasecche, assessore ai lavori pubblici del Comune di Terni, che interviene a gamba tesa nella “guerra” dei semafori dopo le polemiche che in questi giorni si sono sviluppate attorno all’ennesimo incidente in via Turati.

La situazione di oggi, dice Melasecche, è “l’emblema del passato regime che tirava avanti con la stanca senza affrontare mai alla radice le disfunzioni con la necessaria lucidità e professionalità per dare loro soluzione e lasciarle alle spalle. Con tutti i problemi che dobbiamo affrontare ci manca solo che la città si divida sul semafori. Certo, il problema esiste perché in diciannove anni consecutivi di governo qualcuno poteva pure affrontarlo”.

Il “male” dei semafori non sarebbe però soltanto tecnico. Perché a “lampade ad incandescenza fuori produzione che costano un occhio della testa che producono ormai per il terzo mondo, consumano moltissimo, durano pochissimo, costano altrettanto per la manodopera di sostituzione”, si aggiungono almeno un altro paio di questioni. Ovviamente, il “disastro finanziario ereditato” che attanaglia le casse di Palazzo Spada e “una dirigenza di settore in ferie da quasi un anno prima della pensione” che rendono “tutto più difficile”.

Il problema va dunque affrontato nella sua interezza, sostituendo non solo gli impianti semaforici ma anche “dirigenti statici ed obsoleti con veri e propri manager, che mi auguro vengano assunti con i concorsi in atto, volti al raggiungimento degli obiettivi non a porre continuamente problemi piuttosto che risolverli”.

Alla nuova dirigenza va affiancato “un investimento serio che modernizzi l’intero sistema semaforico, dia un servizio in tempo reale grazie al controllo in centrale di tutti i semafori, consenta quindi di abbattere i tempi morti di attesa attuali e soprattutto costi meno come manutenzione”.

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In attesa che tutto questo si realizzi, non si possono comunque giustificare “quei furbi che invece di rispettare i segnali e dare la precedenza vanno avanti negli incroci come tanti stuntmen che girano film d’azione. La propria vita, ma soprattutto quella della propria e delle altrui famiglie, valgono molto di più di una roulette russa ad un incrocio lampeggiante”.

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