L’azzardo delle slot, a Terni si scommettono 15mila euro l’ora

Sono oltre 800 le macchinette presenti in città, ognuno gioca in media uno stipendio. Rischio riciclaggio. Dossier sul tavolo della giunta

Giocatori alle slot

L’azzardo non è un gioco. E i circa cinquanta utenti in trattamento presso i servizi specializzati della Asl 2 dell’Umbria non sono che la punta di un iceberg che vorrebbe apparire luminoso e affascinante. Ma in realtà nasconde catene spesse e dolorose.

Febbre da slot

Le statistiche elaborate da Gedi (gruppo L’Espresso-Repubblica) dicono che in città vengono giocati in media oltre 131 milioni di euro ogni anni. Significa che tutti i giorni finiscono nelle slot (vecchie o nuove che siano) 15mila euro e che ogni ternano – da zero ad oltre cento anni – sostiene una spesa pro-capite media di 1.177 euro. Uno stipendio l’anno che finisce nel gorgo dell’azzardo e che cresce di anno in anno. Con la stessa rapidità con la crisi economica rimasta appiccicata alle famiglie si mangia sogni e progetti. Il gioco, al contrario, non conosce crisi: le giocate complessive sono cresciute lo scorso anno di oltre il 4%, così come è aumentato il numero di apparecchiature presenti in città. Ad oggi se ne contano circa 900, divise fra Awp (chiamate anche “new slot”, accettano solo monete e sono presenti anche in bar e tabaccherie) e Vlt (ossia le videolottery che accettano anche banconote e sono presenti in locali dedicati e consentono giocate e vincite più alte) ed occupano una superficie commerciale pari a circa 35mila metri quadrati per circa 340 esercizi autorizzati.

Rischio riciclaggio

L’azzardo non porta con sé alti profili di rischio socio-sanitario – sono migliaia le persone a rischio patologico, qualcuna di meno quella che a causa dei soldi persi al gioco potrebbe scivolare nell’usura – ma anche ombre connesse al fatto che le sale da gioco potrebbero trasformarsi in “lavatrici” legalizzate per ripulire soldi sporchi. L’allarme lo lancia l’Ufficio ispettivo della Banca d’Italia nel “Rapporto annuale Uif”, che spiega anche come avviene il riciclaggio: “La potenziale connessione con flussi di denaro contante di dubbia origine è stata riscontrata anche alla base di alcune segnalazioni inoltrate da operatori di gioco e riferite ad anomale concentrazioni di incassi di ticket emessi da Vlt. Le peculiari modalità di funzionamento di tali apparecchiature le rendono particolarmente vulnerabili al rischio di utilizzi impropri: l’utente può, infatti, attivare il gioco mediante il caricamento diretto di banconote nella macchina e successivamente interrompere la sessione in qualsiasi momento, ottenendo la restituzione del credito residuo dietro presentazione di un ticket stampato direttamente dalla Vlt. Ne consegue che, in linea teorica, tali apparecchiature offrono la possibilità di conferire apparente legittimazione a somme di denaro contante di origine ignota, garantendone la trasformazione in ticket al portatore, a loro volta liquidabili mediante bonifici o assegni circolari”.

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Dossier a Palazzo Spada

Il controverso tema del gioco d’azzardo potrebbe è destinato ad arrivare presto sul tavolo della giunta comunale. Soprattutto, in un’ottica di prevenzione, magari immaginando zone di salvaguardia, soprattutto in presenza di luoghi sensibili come scuole, ospedale, strutture sanitarie o uffici pubblici. “Su questo tema ho le mie idee – spiega il sindaco Leonardo Latini – ma è opportuno prima condividerle con il resto della giunta”.

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