Supermarket della droga in pieno centro, smantellata la gang del “pipistrello”

Operazione “Gotham”: 31 arresti della polizia, i pusher smerciavano tra la Passeggiata e piazza Solferino. In manette anche richiedenti asilo. Il questore: regalo di Natale alla città. Il procuratore Liguori: accoglienza, ma nella legalità. Il sindaco Latini: basta zone franche.

Quarantacinque giorni di indagine con riprese video, intercettazioni telefoniche, agenti sotto copertura. Cinque chili di droga sequestrati mentre era in corso la retata in collaborazione tra squadra mobile della questura e poliziotti del servizio centrale operativo di Roma. Trentuno arresti – 26 persone in carcere, una ai domiciliari e 4 divieti di dimora in città – 60 segnalazioni in prefettura per assunzione di sostanze stupefacenti di cui una quindicina minorenni. È la cornice dell’operazione “Gotham” che ha permesso di smantellare una rete di spaccio di sostanze stupefacenti che aveva messo radici in due luoghi simbolo della città: piazza Solferino e il parco Ciaurro, la Passeggiata, trasformati dai pusher in zone franche dello smercio di sostanze stupefacenti.

L’operazione

I dettagli della maxi retata messa a segno tra il pomeriggio di ieri, lunedì 17 dicembre, e la mattinata di oggi, sono stati resi noti nell’ambito di una conferenza stampa a cui hanno preso parte il questore di Terni, Antonino Messineo, il procuratore della Repubblica, Alberto Liguori, il sostituto Camilla Coraggio, il dirigente della squadra mobile di Terni, Davide Caldarozzi, e Alfredo Fabbrocini, coandante della seconda divisione anticrimine dello Sco di Roma, oltre a tutti gli agenti che hanno avuto un ruolo operativo nell’inchiesta.
Le indagini sono iniziate ad ottobre sulla scorta di segnalazioni e informazioni relative alla massiccia presenza di spacciatori in due precise aree della città. La scelta investigativa ha però puntato al pesce grosso piuttosto che a intervenire in piccoli episodi di spaccio. Scelta che ha permesso di individuare un gruppo articolato e radicato sul territorio: si tratta nella maggior parte dei casi di stranieri – alcuni sono richiedenti asilo ad altri è stato rifiutato il permesso di soggiorno per ragioni umanitarie. Tutti, o quasi, senza fissa dimora e provenienti dalle aree del centro-nord dell’Africa: dal Niger all’Egitto, passando per il Senegal e la Tunisia. Solo due gli italiani, uno dei quali è stato intercettato nella serata di ieri durante il blitz mentre portava a casa di uno degli arrestati circa cinque chilogrammi di hashish. “L’organizzazione e la struttura della banda – ha spiegato il pm Coraggio – saranno oggetto di investigazioni più approfondite in una fase successiva dell’inchiesta che punterà anche a cercare di individuare i canali di rifornimento della droga”.


Attraverso l’utilizzo di agenti sotto copertura, intercettazioni telefoniche, telecamere piazzate sulla Passeggiate e sulla ex piazza dei Bambini e delle bambine, è stato dunque possibile ricostruire l’articolata attività di spaccio del gruppo. In un mese e mezzo di indagini sono stati filmati 129 episodi di vendita di sostanze stupefacenti. “Ma ce ne saranno state almeno due o trecento”, ha commentato il questore Messineo, delineando dunque i contorni di un business prolifico ed articolato.
Gli spacciatori presidiavano le zone dello smercio suddividendosi in turni: la Passeggiata era operativa di mattina e nel primo pomeriggio, in piazza Solferino i pusher operavano dal tardo pomeriggio fino alla tarda notte. “Abbiamo dovuto adeguare i nostri orari a quelli degli spacciatori”, spiega Caldarozzi. Uno di loro, proprio in virtù di questa intensa “vita notturna”, si faceva chiamare “pipistrello”. Da qui la scelta di chiamare l’operazione “Gotham”, come la città di Batman.
Tra gli elementi più significativi, la massiccia presenza di minorenni tra i clienti della gang. “Ma anche due degli indagati – spiega Coraggio – erano da poco maggiorenni”. Ma avevano saputo costruirsi una buona fama visto che nei “supermarket della droga”, come li ha chiamati il procuratore Liguori, arrivavano clienti da fuori città e anche da fuori regione.  

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Gli sviluppi

La partita si sposta adesso su scenari molto più articolati. Se è vero che nel capo di imputazione sono stati delineati alcuni ruoli all’interno dell’organizzazione – tra i pusher arrestati, c’è chi limitava la sua attività ad una soltanto delle piazze di spaccio o ad una sola sostanza e chi invece faceva la spola tra le diverse zone e poteva smerciare dall’hashish alla cocaina – gli approfondimenti investigativi dovranno fissare altri punti cruciali. Anzitutto, cercando di individuare i canali di approvvigionamento oltre al ternano – con precedenti – bloccato con cinque chili di hashish ed eventuali “capi”, magari esterni al gruppo di spaccio, che potrebbero avere tenuto le fila, e i conti, dell’organizzazione. Insomma, i fari della procura si spostano dallo smercio al dettaglio per cercare di illuminare i “pesci grossi”.

Le reazioni

“È stata una attività realizzata in sinergia. Grazie soprattutto agli agenti della squadra mobile: sono pochi, ma si muovono con estrema professionalità”, dice il questore Messineo, aggiungendo: “Questo è il nostro regalo di Natale alla città di Terni”.
Anche il procuratore Liguori parla di “Stato che ha operato come una squadra” o anche come una “orchestra che ha suonato lo spartito che tutti i genitori, e tutti i cittadini, vorrebbero ascoltare”. Liguori ha però anche posto l’accento sul tema dell’accoglienza che “va programmata e svolta nella legalità”.
“L’operazione Gotham dimostra come le nostre denunce e le preoccupazioni per la tutela dei cittadini in alcune aree di Terni – è invece il commento del sindaco di Terni, Leonardo Latini - fossero tutt’altro che campate in aria. Per questo ringraziamo il prefetto ed il questore, oltre a tutti gli agenti e alle forze dell’ordine che stanno operando con straordinario impegno, di concerto con l’amministrazione locale e con il governo nazionale per far rispettare le regole e le leggi in città, per far sì che Terni torni ad essere una città sicura e vivibile, sia in centro che nei quartieri, senza più zone franche”.

Interrogatori in carcere

Già dalla tarda mattinata di oggi sono iniziati gli interrogatori in carcere per gli arrestati. Tutti, al momento, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. L'attività proseguirà nella giornata di domani. Le contestazioni presenti negli atti dell'inchiesta si basano su dichiarazioni rese dalle persone sorprese ad acquistare droga dagli indagati, dall'attività svolta dagli agenti sotto copertura e dalle immagini riprese dalle telecamere posizionate nelle due piazze di spaccio. 

  

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