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Terrorismo in Umbria, le accuse al boscaiolo espulso. Il legale prepara ricorso al Tar

La decisione è stata presa dal Ministero degli Interni nei giorni scorsi. Sospetto finanziamenti all'Isis. Gli avvocati respingo tutti i sospetti

Il boscaiolo marocchino, residente a Preggio a Umbertide, espulso dal Ministero degli Interni per motivi di sicurezza nazionale, era stato sospettato di finanziare e promuovere l'esercito dell'Isis sul suolo siriano ben due anni fa in Marocco. Indagato e fermato per un periodo ma poi scagionato dalle autorità del suo Paese. Immediatamente tornato in libertà aveva deciso di tornare in Italia, in Umbria dove aveva già vissuto diversi anni ad Umbertide. Secondo il Ministero degli Interni, Yassine El Mane avrebbe continuato non solo a simpatizzare per l'esercito del Califatto ma avrebbe "tramite canali telematici" inviato denaro per finaziarli.

Il boscaiolo avrebbe avuto come punti di riferimento non un sito - i tanti gestiti dall'Isis - ma due marocchini che si erano già arruolati per combattere in Siria. Il Ministero sospetta anche che abbia svolto un ruolo di intermediario per far arruolare altri stranieri tra le schiere delle Isis.

Ma per la difesa non ci sono elementi contro il marocchino. E l'avvocato Paccoi e pronta ad un ricorso al Tar dell'Umbria contro il provvedimento di espulsione. La difesa ha ribadito che Yassine ha sempre lavorato e con regolare permesso per ben 12 anni. 

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