Sabato, 18 Settembre 2021
Economia

“Ambiente e lavoro sono due vasi di terracotta, se si mettono in contrapposizione si rompono tutti e due”

I centoventi anni della Fiom, la relazione del segretario Alessandro Rampiconi: “Abbiamo l’ambizione di sfidare le controparti ma anche il lassismo istituzionale per proporre nuovi prodotti e nuovi processi

Socialisti e repubblicani si riunirono a Terni, il 3 marzo 1901 presso la palestra della società ginnastica “Garibaldi” e dettero stabilità ed ufficialità alla Camera del lavoro di Terni, che nasceva anche grazie all’appoggio fondamentale della lega di resistenza dei lavoratori metallurgici. Non a caso quello stesso giorno è anche la data ufficiale della nascita a Terni della lega dei metallurgici, che nel giugno del 1901,  fu una delle leghe che partecipò alla costituzione della Federazione nazionale e due suoi rappresentanti, Costantino Fusacchia (Repubblicano) e Tullio Mariani (Socialista), ebbero un ruolo di primo piano al congresso fondativo della FIOM, quando il deputato socialista Angiolo Cabrini salutò tutti i delegati con la celebre frase “Entrate nel palcoscenico della vita e direte a tutti: signori, entra il lavoro”

Come l’allora segretario della FIOM di Terni, Gianfranco Fattorini scrisse nella premessa dell’opuscolo sulla mostra storico-documentaria della FIOM di Terni redatta per il centenario da quel 16 giugno 1901 la nascita della FIOM di Terni coincide con quella nazionale. Nei primi anni del ‘900 la classe operaia delle Acciaierie di Terni era divisa fra gli operai di mestiere, molti dei quali erano iscritti al sindacato e gli operai occasionali, spesso contadini che lavoravano solo temporaneamente negli stabilimenti siderurgici e non vivevano esclusivamente del lavoro in fabbrica. Già nel 1905 la FIOM cominciò a gestire scioperi e trattative con l’azienda, sulla base di piattaforme contenenti rivendicazioni valide per tutti i lavoratori, che finirono con una bruciante sconfitta del sindacato attraverso la serrata organizzata dall’azienda che durò 90 giorni. Da quel momento l’intera camera del lavoro si spostò su posizioni più radicali e nel 1914 decise di aderire all’USI, la confederazione fondata dai sindacalisti rivoluzionari e dagli anarchici.

All’indomani della prima guerra mondiale si costituì una nuova camera del lavoro aderente alla CGdL, al cui interno tornò ad operare la rinata sezione ternana della FIOM, che in breve tempo riuscì ad organizzare gli operai dell’acciaieria. Grazie a questa organizzazione i lavoratori ternani opposero una stenua e decisa resistenza all’offensiva fascista, non a caso la città di Terni fu espugnata il 1° settembre 1922, ma lo spirito antifascista dei lavoratori delle acciaierie non fu mai piegato. Gli operai parteciparono attivamente alla resistenza e difesero gli impianti dai nazisti in fuga che volevano lasciare solo macerie.  Qualche volta la difesa avvenne con le armi come fu per la centrale di Galletto, molto più spesso corrompendo gli stessi gerarchi nazisti. Salvare quegli impianti significava anche avere un tozzo di pane dopo l’imminente liberazione che avvenne il 13 giugno del 1944, infatti, nello stesso giorno venne ricostituita, per la terza volta la camera del lavoro con una sola categoria presente in un primo momento, ovvero la FIOM guidata dal comunista Faliero Corvo.

Nel 1948, in corrispondenza della fine del patto di Roma e della CGIL unitaria, Il clima nel paese è esplosivo, a Terni iniziano i primi licenziamenti di massa, 2.311 operai in meno nel sito siderurgico, inevitabile lo scontro con il Governo che via via è sempre più esasperato. Il 17 marzo del 1949 un operaio comunista e della FIOM, Luigi Trastulli viene ucciso dalle celere mentre manifestava contro l’ingresso dell’Italia nella Nato. Dal 1951 al 1953 ricominciano i licenziamenti di massa, questa volta con caratteristiche discriminatorie nei confronti degli aderenti alla FIOM e al PCI. Esattamente in questo frangente, la FIOM che inevitabilmente perde consensi esprime la classe dirigente più radicata e combattiva Arnaldo Menichetti, Emilio Secci, Eclo Piermatti, Bruno Capponi e Ettore Proietti Divi storico segretario generale della FIOM di Terni di cui quest’anno ricorre il trentennale della morte. Gli anni 60-70 sono caratterizzati da una ripresa della FIOM, grazie a quel gruppo dirigente che si impose dopo i licenziamenti politici. In quegli anni iniziano le battaglie per la medicina sociale e preventiva (il famoso MESOP). Il sindacato voleva tenere nelle mani dei lavoratori la capacità di autocontrollo della salute. Alle Acciaierie il consiglio di fabbrica fu eletto nel settembre del 1971; due mesi dopo viene firmato l’accordo sulla salute. Nel marzo del 1972 si firmò la convenzione tra Società Terni e l’amministrazione provinciale con la quale si stabiliva che dallo stesso mese si dava inizio all’intervento conoscitivo in fabbrica. Nel febbraio del 1972 con una deliberazione votata all’unanimità dal Consiglio Provinciale, era istituito il servizio di medicina preventiva e del lavoro. In quegli stessi anni i lavoratori affermarono un grade spirito solidaristico e si auto tassarono per costruire a Terni il primo centro geriatrico. Quelli sono anche gli anni della FLM (Federazione Lavoratori Metalmeccanici) organo unitario costituito insieme alla FIM e alla UILM. A Terni la FLM arrivò a dotarsi di una propria sede indipendente da quelle delle confederazioni CGIL-CISL-UIL.

Gli anni 80 e 90 sono segnati da grandi crisi industriali anche di altri insediamenti metalmeccanici, le officine Bosco e la Sit Stampaggio. Nel 1994 la privatizzazione dell’acciaieria e inizia l’era ThyssenKrupp. E poi è storia dei giorni nostri: mobilitazioni per la difesa del magnetico 2004-2005 e per la conservazione delle attuali livelli produttivi nel 2014-2015, iniziative che sono state caratterizzate da un territorio fortemente legato alla sua fabbrica in un patto tacito tra lavoro e ambiente. Ecco esattamente qui comincia la nuova storia.

Nell’annunciare questa giornata di celebrazione un sito on line ha titolato: Gli operai metallurgici hanno fatto la storia: la FIOM CGIL compie 120 anni, è vero ma noi non ci possiamo accontentare solo della storia, ma vogliamo riaffermare il valore  della memoria le discussioni e i punti di vista degli anarchici e dei socialisti prima e dei socialisti e dei comunisti poi, che hanno fatto grande questa organizzazione che è una delle poche che ha attraversato tutto il 1900 e ha l’obbiettivo di continuare a rappresentare i bisogni dei lavoratori nel  nuovo millennio.

I 120 anni della FIOM intrecciano anche altre ricorrenze, come già detto il trentennale della morte di Ettore Proietti Divi, ma anche il centenario della nascita del PCI che anche a Terni è stato determinante per il riscatto di una città operaia, ed è anche il ventennale delle straordinarie e drammatiche giornate di Genova, fa impressione come la FIOM giovane di un secolo allora decise di sostenere le mobilitazione per un altro mondo possibile che sono nate a Seattle e si sono infrante a Genova nel 2001. Anche in questo caso il collegamento tra Terni e Genova è un fatto e ne sono un testimone oculare.

Anche questo fa parte del percorso della memoria.

Dal 1901 insieme per la giustizia significa rappresentare tutti i lavoratori che svolgono le arti metallurgiche e allo stesso tempo lottare per cambiare la società. Anche per questo abbiamo deciso il dedicare i 120 anni della FIOM alla storia alla memoria e alle nuove transizioni.

Questa mattina abbiamo deciso di iniziare presto la mattinata con una passeggiata ecologica, i metalmeccanici che fanno una passeggiata ecologica è un fatto inedito, 2 ore di camminata da Piediluco a Buonacquisto, per rendere omaggio ai minatori che caduti per estrarre la lignite che riforniva la fabbrica d’armi e parzialmente alimentava i forni a gas delle acciaierie. Quando abbiamo incontrato l’associazione Buonacquisto Insieme è stato amore a prima vista, la miniera costituisce l’elemento caratterizzante l’identità della comunità di Buonacquisto e promuove iniziative e interventi capaci di salvaguardare i beni che sono giunti fino a noi, infatti anche loro stanno conducendo il percorso di valorizzazione della storia, della memoria e della prospettiva futura, con la conversione turistica della miniera anche per evitare lo spopolamento di Buonacquisto.

Il turismo non può ancora sostituire la vocazione industriale di questo territorio, ma può essere un elemento complementare, così come la produzione industriale non deve essere in contrapposizione con l’ambiente. Ambiente e lavoro sono due vasi di terracotta e se si mettono in contrapposizione si rompono tutti e due.

La FIOM del futuro ha l’ambizione di sfidare le controparti ma anche il lassismo istituzionale per proporre nuovi prodotti e nuovi processi più compatibili con l’ambiente. Come siamo passati dai forni a gas ai forni elettrici che sono i meno impattanti in siderurgia, ma un impatto lo hanno e non si può nascondere. Oggi abbiamo una occasione che non possiamo perdere, la tavola rotonda che seguirà avrà esattamente questo filo conduttore, che per noi rappresenta il nostro biglietto da visita da consegnare alla nuova proprietà di AST. Il silenzio di aziende e istituzioni sulla vendita è assordante. Il nuovo governo Draghi è in carica da 5 mesi, il ministro dello Sviluppo Economico, Giorgetti, che in linea teorica ha la stessa sottosegretaria del governo Conte, ancora non ha convocato le parti, nonostante le richieste sia di Fim, Fiom e Uilm nazionali che dei sindacati territoriali, attraverso il sindaco di Terni e poi la presidente della Regione. Oggi il Governo potrebbe giocare un ruolo decisivo almeno per conoscere le reali intenzioni della multinazionale e soprattutto il perimetro di vendita.

Deve cambiare il lavoro e deve essere più sostenibile a misura di uomo e di donna: su questo, nonostante i nostri 120 anni dobbiamo ancora maturare, è vero che abbiamo raddoppiato le quote rosa nella nostra assemblea generale, ma due compagne sono comunque poche.

Nella storia della FIOM di Terni non c’è mai stata una segretaria generale donna, nell’intera camera del lavoro due: una nel 1914 Carlotta Orintale, quando la camera del lavoro aderiva all’USI, l’altra fortunatamente più recente e oggi coordina i nostri lavori, Lucia Rossi segretaria generale dal 2004 appena cominciata la vertenza magnetico fino al 2012.

La memoria ha senso se si prende tutto: i punti di forza e i limiti di una organizzazione che come recita una bellissima canzone di Pierangelo Bertoli ha un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto verso il futuro.

Chiudo con i ringraziamenti:

In primo luogo a tutti voi, per essere alla prima iniziativa in presenza dopo quasi un anno e mezzo dalla pandemia. È una emozione risentire il calore e e la vicinanza della nostra comunità.

Grazie a Francesca Re David che con la sua presenza ha impreziosito i nostri lavori;

Grazie a tutti i nostri interlocutori Marco Venanzi e Claudio Carnieri che da anni ci aiutano con i loro lavoro di studio e ricerca

Grazie per la presenza alla CGIL di Terni, di Perugia e Regionale, grazie a tutte le categorie presenti nella camera del lavoro di Terni e grazie alla FIOM Perugia, e a FIM e UILM di Terni che sono presenti con proprie delegazioni.

Grazie all’associazione culturale Buonacquisto insieme e al Sindaco di Arrone Fabio Di Gioia che ha anche patrocinato l’iniziativa, quando ci sono Sindaci che si permettono di snobbare l’invito di CGIL CISL UIL nazionali per il primo maggio a Terni.

Consentitemi un ringraziamento particolare ai compagni della segreteria della FIOM Stefano Garzuglia e Daniele Moretti per l’impegno profuso in queste ore.

Ed infine a Valerio Rossi che con la sua tesi di laurea sull’archivio della FIOM di Terni ci ha consentito di ripercorrere con facilità questi 120 anni

E a Mario Massarelli che è stato in grado di ritrovare e riallacciare i contatti con tanti compagni e compagne che hanno contribuito alla storia e alla memoria della FIOM e per questo possiamo renderle degnamente omaggio.

Buon compleanno FIOM!

*segretario FIOM Terni

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