Acque Sangemini e Amerino, i sindacati al prefetto di Terni: “I dipendenti stanno vivendo un grande disagio sociale”

Le sigle Fai, Flai, Uila: “I lavoratori vogliono lavorare e pretendono risposte anche a livello commerciale, perché con un aumento dei volumi si tornerà ad una situazione di normalità economica in attesa di conoscere il piano”

foto di repertorio

Le criticità, le preoccupazioni dei lavoratori per la vertenza delle Acque Sangemini e Amerino, sono state espresse dalle parti sociali al Prefetto Sensi, nel corso di un incontro di questa mattina. I sindacalisti territoriali di Fai, Flai, Uila e i delegati della rsu degli stabilimenti hanno anche chiesto al Prefetto d’intervenire con la proprietà del gruppo AMI, di cui fanno parte Sangemini e Amerino, affinché vi sia maggiore trasparenza e collaborazione con il territorio umbro. Attualmente gli ottantacinque lavoratori, effettuano due giorni di cassa integrazione pro capite la settimana, con evidenti tagli su salari e stipendi.

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Le parti sociali chiedono, in un comunicato, alle istituzioni che si “crei un percorso virtuoso e condiviso, che ci porti a conoscere e verificare realmente il piano industriale e concordatario, per capire la fattibilità stessa del concordato e il futuro dei siti Umbri, per il totale mantenimento occupazionale e il rilancio dei marchi”. Il sindacato ha sottolineato al Prefetto il “grande disagio sociale che stanno vivendo i dipendenti Sangemini/Amerino, che oltre alla questione economica si interrogano sulle reali prospettive del loro futuro e chiedono maggiore responsabilità e trasparenza da parte della società AMI” e che le maestranze “vogliono lavorare e pretendono risposte anche a livello commerciale, perché con un aumento dei volumi si tornerà ad una situazione di normalità economica in attesa di conoscere il piano. Piano che dovrà prevedere la totale salvaguardia dei livelli occupazionali”.

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