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Coronavirus, i conti dell’emergenza nel Ternano: la “movida” perde 750mila euro al giorno

Industria del divertimento a picco, “tremano” oltre tremila imprese e più di novemila addetti. Dal commercio alle palestre, ecco chi rischia di più

Il “contagio” del nuovo Coronavirus rischia di mandare in rianimazione un importante settore dell’economia: l’industria del divertimento. La “movida”, ma non solo. Perché la chiusura di bar, ristoranti, locali decisa per contenere il contagio da Covid19, coinvolge anche una serie di altre attività commerciali che – insieme – generano su Terni e nel Ternano un giro d’affari che supera i 274 milioni di euro l’anno.

I conti del business li ha fatti la Camera di commercio di Milano, mettendo assieme i dati del registro delle imprese e cercando di circoscrivere le attività connesse al divertimento. Per Terni e il suo territorio, la stima parla di oltre 3.400 imprese: circa 1.900 nel commercio, oltre 1.100 nella ristorazione, 163 per quanto riguarda gli alloggi, una sessantina tra agenzie di viaggio e tour operator. Un reticolo di imprese che dà lavoro ad oltre novemila persone: quattromila nel commercio e altrettante nella ristorazione, circa 250 nel mondo dell’organizzazione dei viaggi.

Lo stop per decreto genera una “emorragia” di fatturato che supera i 750mila euro al giorno e che, nel caso l’emergenza dovesse prolungarsi oltre la data ipotizzata del 3 aprile, potrebbe avere conseguenze pesanti sui livelli occupazionali. A meno che, il decreto in via di definizione da parte del Governa, non introduca strumenti di sostegno capaci di mettere al riparo le aziende dagli scossoni del Coronavirus. Considerando anche che la fine dell’emergenza non coinciderà con una ripresa immediata degli affari: la “convalescenza” potrebbe essere lunga e, soprattutto in un settore come quello del turismo – che era tra l’altro uno dei più in salute del Ternano - fare sentire i suoi effetti per un periodo lungo.        

Nel “ventaglio” dell’industria del tempo libero, finisce inevitabilmente un altro settore, sospeso dal decreto anti-contagio: quello del fitness. Si tratta di oltre un centinaio tra palestre e club sportivi che in questo periodo hanno chiuso i battenti, lasciando senza lavoro decine di addetti. Il settore genera un fatturato prossimo ai 7 milioni di euro l’anno: si tratta ogni giorno ci circa 20mila euro. Rimettersi in forma sarà faticoso.

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