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Domenica, 22 Maggio 2022
Economia

Incendi a Terni, imprese agricole in ginocchio: nessuno compra più i nostri prodotti

Allarme di Coldiretti: non possiamo pagare noi lo scotto di una macchina operativa che non è pronta a gestire eventi che purtroppo si ripetono. Thomas De Luca (M5S): la Regione Umbria si attivi per i ristori alle aziende

“Certi della necessità di mettere al primo posto la salute dei cittadini e consapevoli dell’importanza delle misure a tutela dei consumatori, avvertiamo la responsabilità di accendere i riflettori sulle conseguenze che tali restrizioni hanno scatenato. I consumatori hanno smesso di acquistare i prodotti dalle aziende, determinando un danno all’intero comparto dell’area. Parliamo soprattutto di ortaggi e uova, ma non solo - si evidenzia in una nota - Non possiamo pagare noi lo scotto di una macchina operativa non pronta a gestire eventi che purtroppo si stanno ripetendo sul nostro territorio. Occorre controllo, senso di responsabilità, programmazione e prevenzione, oltre che capacità di risposta all’emergenza”.

Alla luce dei risultati del secondo incendio che si è sviluppato a Terni presso l’impianto trattamento rifiuti Ferrocart, resi noti da Arpa Umbria, che hanno di fatto annullato le delibere precedenti, Coldiretti Terni esprime la necessità di pubblicizzare con maggiore chiarezza i dati dei monitoraggi e di dare ristoro alle aziende non solo per i prodotti non venduti ma soprattutto per i danni alimentati dalla poco nitida comunicazione rispetto ai presunti impatti sull’ambiente e alla conseguente sicurezza alimentare. 

“Qui parliamo di salute della gente, dietro le imprese ci sono le persone, le famiglie e la salute è al primo posto delle priorità”, dice perentorio il vicepresidente di Coldiretti Terni, Federico Leonardi, a proposito degli incendi che si innescano uno dietro l’altro e che generano preoccupazione tra le persone fino a una psicosi collettiva, che fa temere per l’alimentazione e la sicurezza.

“Le aziende, sono a rischio collasso dopo anni di pandemia, dopo il caro materie prime ed energia e in generale l’inflazione e ora bloccate dalla paura delle persone a cui bisogna fornire informazioni immediate e chiare. Il danno che ogni minuto di ritardo arreca è incalcolabile”, sono le parole che Leonardi ha riportato al sindaco Latini in occasione di un incontro intercorso lo scorso lunedì.

Ai provvedimenti limitativi con le ordinanze del 20 e del 28 febbraio 2022 a firma del sindaco Latini, relativi ai due incendi avvenuti presso l’impianto Ferrocart e presso l’azienda Medei, si aggiungono le ansie dei consumatori, alimentate dalla poca chiarezza che genera ripercussioni anche sulle aziende agricole fuori dal raggio delle restrizioni.

 “Malgrado dai risultati sia venuto fuori che i livelli di inquinamento sono al di sotto della norma - rileva Paolo Lanzi, presidente Coldiretti Terni - continua l’apprensione dei consumatori. Abbiamo richiesto un incontro al prefetto di Terni per manifestare la nostra preoccupazione rispetto a questa situazione. Inoltre, sollecitiamo l’amministrazione comunale all’attivazione immediata dei ristori alle aziende”.

Ristori che vengono chiesti anche dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca. “La Regione Umbria si attivi al più presto per non abbandonare le imprese. Occorre fare chiarezza sugli incidenti accaduti nell’ultimo periodo a Terni che hanno portato ai roghi nelle aziende di Sabbione e Maratta. Ma al tempo stesso urge dare risposte a chi ha subito e ne subisce tuttora gli effetti. Le ordinanze prevedono il divieto di raccolta e consumo di prodotti alimentari coltivati in aree specifiche, il divieto di pascolo e razzolamento degli animali da cortile incluso l’utilizzo di foraggi e cereali destinati agli animali e coltivati nelle medesime zone. Non è possibile lasciare imprenditori di questo settore con il fiato sospeso. Bisogna dare indicazioni chiare ai produttori sulla fine delle prescrizioni per non mettere a rischio l’integrità delle imprese in un momento dove i costi energetici stanno già causando gravi problematiche. Senza contare che a Terni le imprese agricole già sono costrette a fare i conti con una complessità ambientale nota, determinata soprattutto dalla presenza di grandi poli industriali. Nonostante questo, la Regione non ha mai inteso finanziare misure ad hoc per migliorare la qualità delle produzioni di una delle zone più fertili della regione”.

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