Economia

Primo maggio, Landini incalza il Governo: confermare il blocco dei licenziamenti o sarà lotta

Il segretario generale della Cgil all’Ast di Terni: ricostruire il Paese è necessario e lo si può fare valorizzando il lavoro delle persone e ripartendo da quelli che hanno pagato il prezzo più pesante, i precari

“Questo primo maggio rimette al centro il lavoro, la speranza e il coraggio. Il messaggio che vogliamo mandare è che ricostruire il Paese è necessario, si può fare: lo si può fare valorizzando il lavoro delle persone, creando nuovi posti di lavoro e ripartendo da quelli che hanno pagato il prezzo più pesante e hanno perso il lavoro, i precari. Dobbiamo dare un futuro di stabilità nel lavoro e di qualità sociale”.

Dall’Ast di Terni, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, lancia un messaggio chiaro alla politica, indicando le priorità per rilanciare il Paese e farlo uscire dal tunnel dentro al quale è precipitato anche – ma non solo – a causa della pandemia: riforma fiscale, riforma della pubblica amministrazione, della giustizia, della scuola, gli investimenti sulla sanità pubblica.

Ma centrale nell’intervento del leader della Cgil è stato il tema legato al “blocco dei licenziamenti” e alla “riforma degli ammortizzatori sociali”. “Altrimenti – ha detto – sarà mobilitazione”.

“Sono i lavoratori - ha spiegato Landini - ad aver permesso di poter oggi ragionare sull’uscita dalla pandemia, non sarebbe stato possibile senza il lavoro, anche quello più umile. E con tutto quello che hanno fatto in questo anno, ora, se finisce la pandemia il regalo è che i lavoratori prima si sono fatti il mazzo e adesso possono essere licenziati? Non funziona così”.

E per evitare licenziamenti e rimettere il lavoro al centro delle politiche del Paese, Landini vuole far sentire la voce dei lavoratori sul tavolo della concertazione per il Piano nazionale di resistenza e resilienza: “Andiamo lì e ci aspettiamo finalmente delle risposte. E lo dico con chiarezza: questi obiettivi noi li vogliamo ottenere. Il messaggio che vogliamo mandare è che ricostruire il Paese è necessario, si può fare, lo si può fare valorizzando il lavoro delle persone, creando nuovi posti di lavoro e ripartendo da quelli che hanno pagato il prezzo più pesante e hanno perso il lavoro, i precari. Dobbiamo dare un futuro di stabilità nel lavoro e di qualità sociale”.

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