Sangemini, lo spettro dei tagli: allarme Ugl

L’azienda potrebbe rivedere la produzione di Fabia e Amerino, il sindacato: più trasparenza per raggiungere gli obiettivi strategici per la competitività

Sulla carta si chiama ristrutturazione. Ma potrebbe significare nuovi tagli che andranno ad incidere sulla carne viva dei lavoratori Sangemini. Il timore viene rilanciato dalla segreteria provinciale della Ugl dopo il confronto con una parte del personale e sulla scorta della possibilità che a settembre l’azienda si presenti al tavolo delle trattative con un nuovo piano industriale.

Grossa preoccupazione” viene espressa dal sindacato sul fatto che le novità possano riguardare una diminuzione della produzione, soprattutto sui marchi Fabia e Amerino. Questo potrebbe significare un ulteriore ridimensionamento del personale che da circa 130 unità naviga adesso attorno alle 90. I tagli potrebbero interessare un’altra ventina di lavoratori.

Sangemini e le altre, il "buco" nell'acqua delle minerali

Si tratta però al momento di ipotesi, non tanto perché l’azienda non si è ancora presentata ufficialmente con dati, numeri e proposte certe. Quanto perché alcune informazioni vengono veicolate in maniera informale attraverso colloqui “solitari”. “È inaccettabile che vengano fatti colloqui con alcuni lavoratori, trattando tematiche inerenti esclusivamente i rappresentanti sindacali come stabilito dal contratto nazionale di lavoro ed è altrettanto grave il tentativo di marginalizzare, il tutto con il silenzio da parte aziendale”, dice la Ugl di Terni, ribadendo che “c’è bisogno di maggiore trasparenza, efficienza ed efficacia al fine di raggiungere gli obiettivi strategici per la competitività produttiva del settore commerciale”. Rispetto “alla complessità e all’importanza della questione” l’Ugl ritiene “fondamentale il percorso di acquisizione delle giuste e corrette informazioni al fine di poter tutelare i lavoratori e le lavoratrici, che quotidianamente svolgono con diligenza, responsabilità ed onestà il proprio lavoro”.

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“Ma è anche opportuno – aggiunge il segretario provinciale di Ugl, Daniele Francescangeli – verificare le ricadute, se ce ne sono, che gli investimenti dell’azienda hanno sul territorio. Perché a grandi sponsorizzazioni e partecipazioni ad eventi di portata internazionale non sembra corrispondano investimenti per San Gemini e per il suo territorio”.

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