Martedì, 22 Giugno 2021
Economia

Treofan Terni, arriva la comunicazione: parte la procedura di licenziamento per 142 lavoratori

Scattano ufficialmente i 75 giorni per il perfezionamento della procedura, 45 in sede di trattativa locale ed i restanti trenta in quella amministrativa

foto di repertorio

Mancava soltanto la comunicazione ufficiale che, purtroppo, è arrivata. La Treofan Italy srl ha annunciato infatti di aver attivato la procedura di licenziamento collettivo per cessazione attività. Riguarda 142 dipendenti così distribuiti: 139 (95 operai e 44 impiegati) di Terni e tre presso la sede di Milano. Dalla giornata odierna partiranno i 75 giorni per perfezionarla, di questi 45 in sede di trattativa locale ed i restanti trenta in quella amministrativa.

Due le principali motivazioni che vengono enunciate all’interno della nota. La prima fa riferimento ai costi di esercizio elevati mentre la seconda alla crisi di mercato Le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali si riservano un'analisi dei contenuti e delle motivazioni addotte.

Sangemini e Treofan: “Non ci sono due vertenze separate”

Un gesto di solidarietà che ha unito i lavoratori di Sangemini e Treofan. I primi, in sciopero da lunedì 23 novembre per difendere gli 86 posti di lavoro messi seriamente a rischio dalla proprietà, hanno caricato in macchina alcune casse dell’acqua che vogliono continuare a produrre e le hanno portate ai cancelli dell’azienda del polo chimico.

“Qui non ci sono due vertenze separate. A centinaia di lavoratori e di famiglie di uno stesso territorio stanno togliendo il lavoro. Dobbiamo lottare insieme per far sì che chi ci governa difenda le nostre fabbriche e il nostro futuro”. I lavoratori della Treofan in assemblea permanente sono usciti tra gli applausi dei loro colleghi di Sangemini e si sono stretti in un abbraccio virtuale nel rispetto delle regole di sicurezza per il Covid.

“Dobbiamo unire le nostre lotte – hanno affermato i rappresentanti delle due Rsu – perché qui c’è in gioco un intero territorio e due fabbriche che ne hanno fatto la storia. E allora tutta l’Umbria deve capire che qui è in ballo un pezzo del suo futuro e fare pressione insieme a noi su chi deve imporsi a livello istituzionale per impedire questo vero e proprio saccheggio”.

I sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil dell’Umbria, insieme alla Rsu di Sangemini, hanno incontrato il prefetto di Terni per chiedere di sollecitare nuovamente il Governo e convocare un nuovo tavolo con la proprietà per scongiurare l’ipotesi di un piano industriale lacrime e sangue per i siti umbri.

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