Treofan, Terni ha i giorni contati: ecco il piano di Jindal

Organico confermato e investimenti, ma solo per i prossimi tre anni. I dubbi dei sindacati, Massarelli (Uiltec): così non c’è futuro  

mise

“Siamo molto preoccupati, il piano industriale presentato da Jindal non ci convince affatto e, così come ci è stato illustrato, va del tutto rigettato”.

Aria pessima sul fronte Treofan. All’incontro al Mise la situazione non fa sperare molto ottimismo. “Siamo a un punto di partenza che non vorremmo che diventasse un punto di arrivo in poco tempo”, afferma Luca Massarelli, segretario regionale Uiltec. In sostanza, Jindal parla di dismissione per il sito di Battipaglia e di mantenimento dell’organico per almeno tre anni per il sito di Terni dove lavorano 151 persone, in più sono programmati investimenti, sempre per tre anni, di un milione e mezzo ogni anno. Ma non è oro quello che luccica: “Sappiamo che questi soldi sono dovuti esclusivamente a coprire i costi di manutenzione ordinaria senza investimenti di incremento della produzione, specie sull’alto valore di specialities – precisa Massarelli – loro cercano di dismettere la produzione film di basso profilo, la volontà del gruppo è infatti quella di uscire in maniera graduale dalla produzione di commodities, dislocandola sia a Terni che a Brindisi. Ma se non si investe – spiega – finirà che a Terni, tra 3 anni, ci sarà un 50% di commodities e l’altro 50 di specialities e se, come sembra, vogliono dismettere il basso profilo senza riprendere la produzione più elevata, Terni non avrà futuro”.

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I sindacati hanno chiesto di trovare un terzo investitore in grado di ridare vita al sito di Brindisi, nel frattempo hanno stabilito un nuovo incontro al Mise per la metà di marzo: “In questa nuova occasione di confronto -  spiegano - Jindal dovrà portare dettagli del piano industriale e numeri in grado di dare maggiori garanzie”.

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