Giovedì, 24 Giugno 2021
Economia

Vertenza Sangemini Amerino, l’anno che verrà: “Cassa integrazione e processo di ristrutturazione anche a livello occupazionale”

Il tavolo tra Ami, le sigle sindacali nazionali e territoriali oltre che le istituzioni regionali e nazionali: “Nonostante la grande riservatezza da parte dell’azienda sull’identità, sappiamo che vi sono due investitori di grande rilievo finanziario”

foto di repertorio

Una vertenza che tiene con il fiato sospeso decine di lavoratori della Sangemini Amerino e sulla quale erano attesi dei risvolti, nel corso della giornata di lunedì 28 dicembre. Ed in effetti, diverse novità sono emerse, dopo l’incontro tra AMI ossia Acque Minerali d’Italia, le sigle sindacali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil nazionali e territoriali, oltre gli assessori delle regioni interessate ed i rappresentanti del Mise e del Ministero del lavoro.

A seguito del vertice le organizzazioni territoriali hanno fatto il punto della situazione, focalizzando l’attenzione sui siti produttivi del territorio ternano: “L’azienda ci ha confermato di aver depositato il piano concordatario presso il Tribunale di Milano, il quale si dovrebbe esprimere in merito verso la metà di gennaio. Nonostante la grande riservatezza da parte dell’azienda sull’identità degli investitori, sappiamo che vi sono due investitori di grande rilievo finanziario: fondi di investimento dalla forte vocazione imprenditoriale”.

Sulle intenzioni dell’azienda in previsione dell’anno che verrà: “Ci è stato anticipato che sarà necessario attuare un processo di ristrutturazione, anche a livello occupazionale. Verrà utilizzato inizialmente lo strumento della Cassa Covid - in modo ancora più rilevante rispetto ad ora - e successivamente quello della cassa straordinaria, per giungere sino alla fine del 2021 e tentare di rilanciare l’azienda. Per quanto riguarda i siti umbri, sia la regione Umbria che i sindacati hanno ricordato all’azienda che nonostante si sia già fatto ricorso alla cassa straordinaria per ristrutturazione e riorganizzazione, essendo l’area del ternano un’area di crisi complessa, si potrebbe derogare alle normative e utilizzare un nuovo ammortizzatore sociale”.

Le organizzazioni sindacali, rappresentanti i lavoratori del ternano: “Si sono espresse unitamente nel chiedere risposte più chiare all’azienda, hanno evidenziato la forte concitazione e le grandi aspettative rispetto a questa data da parte di tutti i lavoratori dei siti. Hanno sottolineato con forza che prima di parlare di ammortizzatori sociali si dovrebbero conoscere quali sono gli investimenti che verranno fatti, come si vuole potenziare la rete commerciale? Come spingere sui marchi storici per aumentare i volumi? Per capire quali saranno le necessità occupazionali e di organizzazione del lavoro si dovrebbe prima condividere quali saranno le famose manovre di rilancio dell’azienda e un piano di sviluppo serio. Ed ancora, sarebbe necessario comprendere le cause di una più bassa produttività di due siti dai marchi notevoli, quali Sangemini e Gaudianello”.

L’intervento dell’assessore Fioroni è stato giudicato: “Positivo poiché ci ha veramente supportato in favore del mantenimento occupazionale, per la tenuta sociale di un territorio fortemente in crisi, ribadendo la necessità di maggiori dettagli dall’azienda per poter lavorare insieme.

“Si registra, ancora una volta, un problema serio di gestione delle relazioni industriali. Fino a questo momento c’è stata grande chiusura da parte di chi rappresenta l’azienda, come sarebbe potuto essere possibile un dialogo costruttivo?” si domandano le sigle sindacali che hanno ricordato all’azienda: “Degli accordi del 2014 e del 2018 stretti, con la Regione Umbria, in garanzia del mantenimento occupazionale. Il Mise su pressione sindacale e istituzionale ha invitato a presentare il piano in presenza, per poi fare una call in plenaria in concomitanza dell'ammissione del piano. Nell'attesa di conoscerne i dettagli – concludono - si auspicano anche incontri di sito per capire l'orizzonte e le prospettive dei lavoratori".

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