Economia

Vertenza Sangemini, i lavoratori: “L'obiettivo è l’occupazione, prima degli esuberi serve il rilancio”

Assemblea dei dipendenti: “La razionalizzazione del costo del lavoro va concordata e ragionata nell’arco dei cinque anni, siamo pronti ad ogni azione per tutelare i posti di lavoro”

“La volontà dei lavoratori è quella di tutelare l’occupazione, in un territorio in cui non si possono rischiare posti di lavoro”. Dall’assemblea dei lavoratori di Sangemini e Amerino esce una sempre più forte preoccupazione per la situazione degli stabilimenti e del Gruppo Ami: “L’attività produttiva va, infatti, a rilento nonostante stia iniziando il picco di stagione”.

Sul futuro del gruppo e dei siti ternani di Ami pendono gli sviluppi del piano industriale che prevede sì un percorso di sviluppo e rilancio, ma anche una razionalizzazione del personale che mette in allerta sindacati e Rsu di fabbrica.

“La volontà dei lavoratori – dicono in una nota Fai Cisl, FLai Cgil, Uila Uil dell’Umbra e Rsu - è quella di tutelare l’occupazione, in un territorio in cui non si possono rischiare posti di lavoro. Il timore è quello della tenuta del piano concordatario, in vista della data del 30 giugno, step fondamentale per procedere con il concordato”.

L’assemblea, che si è tenuta nella giornata di ieri, 9 aprile - chiede che “si inizino a calendarizzare una serie di incontri a livello ministeriale e nazionale per entrare nel merito dei contenuti del piano e valutarne la concretezza. Come già ribadito in altre sedi, prima di parlare di esuberi è, infatti, necessario avere chiaro un percorso di rilancio da seguire a livello industriale per tutti i marchi”.

L’assemblea ha dunque ribadito che i lavoratori di Sangemini “non accetteranno uscite che non siano legate alla pensione, volontarie ed incentivate. La razionalizzazione del costo del lavoro va concordata e ragionata nell’arco dei cinque anni come previsto dal piano ed esclusivamente tramite l’utilizzo massimo degli ammortizzatori sociali e l’aggancio alla pensione. Le trattative, come già stabilito in sede ministeriale, dovranno procedere coinvolgendo tutto il gruppo sino a giungere ad un eventuale accordo quadro. Per la buona riuscita di questo percorso sarà fondamentale lo sblocco di risorse da destinarsi all’incentivazione”.

I lavoratori ribadiscono dunque che l’obiettivo principale resta il lavoro perché “le condizioni per rilanciare i siti ci sono tutte”. I dipendenti chiedono solo che “vengano sfruttate le risorse e i marchi storici di cui si è a disposizione”.

Il canale del dialogo e della disponibilità potrebbe però chiudersi se dall’azienda non arriveranno le risposte sperate con i dipendenti che si dicono “pronti a mettere in campo ogni azione per tutelare i posti di lavoro”.

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