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Martedì, 23 Aprile 2024
Notizie dall'Umbria

Omicidio di Davide Piampiano, spunta il gruppo che chiede la libertà per il cacciatore che ha sparato

La pagina sui social è comparsa da poche ore e ha subito acceso il dibattito

Una pagina Facebook per chiedere la libertà del cacciatore che ha sparato e ucciso Davide Piampiano. A poche ore dalla notizia della conferma del carcere, dopo l’interrogatorio di garanzia, per il 57enne di Assisi che l’11 gennaio ha sparato all’amico e, invece di soccorrerlo, avrebbe cercato di costituirsi un alibi, come sostiene la procura di Perugia, è comparsa una pagina che ne chiede la libertà, sostenendo che si tratta di un “Gruppo per tutti coloro che credono nella giustizia e dunque nella PIENA innocenza di Piero, vittima della sfortuna, della malagiustizia e soprattutto della cattiveria della gente”.

Nei primi post con tanto di discussione si sostiene che “le cose che scrivono i giornali non sono PROVE”. C’è anche chi commenta chiedendo se non si tratti di uno scherzo oppure chi ha già deciso, chiedendo l’ergastolo a vita.

Intanto, come detto, resta in carcere Piero Fabbri, il 57enne di Assisi accusato dell'omicidio dell'amico 25enne, morto durante una battuta di caccia nei pressi del monte Subasio, ad Assisi. Il gip di Perugia ha respinto la richiesta di revoca della misura in carcere, avanzata dal suo difensore, l’avvocato Luca Maori, ritenendo necessari ulteriori accertamenti da parte della polizia giudiziaria. Il 57enne, secondo quanto ricostruito e in parte immortalato da una videocamera indossata dalla vittima, avrebbe sparato pensando di mirare a un cinghiale.

Una volta appurato il ferimento del ragazzo avrebbe ritardato la richiesta di soccorso e avviato un depistaggio per far credere che si fosse trattato di un incidente autonomo. L’indagato ha confessato di aver sparato all’amico ma respinge l’accusa relativa al depistaggio. Ora gli atti passeranno a Firenze. La madre della vittima, infatti, è giudice onorario civile a Spoleto.

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