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Martedì, 25 Gennaio 2022
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“Poco personale, blocco delle ferie e turni massacranti: così il sistema sanitario di Terni va in tilt”

Emergenza Covid e blocco delle attività ordinarie, intervento di Lucci (Fp Cgil): le inadempienze di chi dovrebbe tutelare le strutture sanitarie, si ripercuotono sulla salute dei cittadini e sul personale sanitario

Nonostante siamo a quasi due anni dall’inizio della pandemia, le carenze di organico del personale, le strutture obsolete, la mancata implementazione di modelli organizzativi flessibili continuano ad essere il vulnus del nostro sistema sanitario.

Chiusura o riduzione di reparti di degenza ordinaria per recuperare personale, drastica riduzione delle attività chirurgiche programmate, aumento di posti letto, rappresentano le uniche soluzioni che le aziende continuano a porre in essere, ma in questo modo, analogamente a quanto accaduto in occasione delle precedenti ondate pandemiche, le attività non Covid subiranno ulteriori ritardi, contribuendo ad incrementare in maniera significativa le liste di attesa per accesso alla diagnosi e terapia.

In particolare, preoccupa l’arresto delle attività chirurgiche di media-bassa complessità, che per definizione non impattano in maniera significativa sull’utilizzo di risorse preziose in questa fase come infermieri ed anestesisti. Attività che potrebbe essere effettuata ad esempio presso l’ospedale di Narni o altri dislocati sul territorio della Usl 2, ma che invece è ancora ferma in attesa della chiusura della convenzione tra le due aziende, convenzione che nell’interesse di tutti, pazienti ed operatori sanitari, speriamo possa essere perfezionata prima della fine della pandemia.

Più in generale, nonostante le assunzioni effettuate nell’ultimo anno, permangono i problemi di organico, che sono aggravati dal diffondersi del virus anche tra gli operatori (ad oggi circa 70 unità), contagi che per la maggior parte dei casi avvengono al di fuori del servizio. A questo vanno aggiunti i casi di esenzione per comprovati motivi di fragilità e le sospensive per mancanza di vaccinazione, i pensionamenti e le assunzioni derivate dai concorsi nelle regioni limitrofe.

Tutti elementi prevedibili che avrebbero dovuto indurre le direzioni ad aumentare i piani di fabbisogno. Ma alle nostre pressanti richieste si è sempre risposto evocando tetti di spesa per il personale e vincoli di bilancio. È indispensabile rivedere l’organizzazione e il fabbisogno di personale anche per i laboratori analisi, che con il boom dei tamponi hanno subito un aumento esponenziale del carico di lavoro, affrontato con risorse invariate.

In conclusione, rimane un fatto inconfutabile: le inadempienze di chi avrebbe dovuto in passato e dovrebbe ora tutelare le strutture sanitarie, si ripercuotono con veemenza sulla salute dei cittadini e sul personale sanitario, che, nonostante due anni di sacrifici, continua a sopportare ingenti carichi di lavoro, blocco delle ferie, raddoppio delle turnazioni, rischi per la salute.

A loro va il nostro ringraziamento e per loro abbiamo chiesto alle direzioni aziendali di adoperarsi a fare il possibile e anche l‘impossibile per ripristinare quanto prima normali e sopportabili condizioni di lavoro, perché è del tutto evidente che, se questo personale si ferma, allora veramente entreremmo in una emergenza da cui né i vaccini né tamponi ci consentiranno di poter uscire.

*segretario generale Fp Cgil Terni

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