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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca

Coronavirus, ad Acciai Speciali Terni oltre 250 isolati: “Grande senso di responsabilità ed appartenenza da parte dei lavoratori”

L’intervento di Marco Bruni coordinatore Rsu Ast della Fismic: “Lavorare con una riduzione di circa il 10% della forza lavoro è una criticità importante”

Ventinove nuovi casi di positività al Coronavirus e ventidue soggetti negativizzati. Prosegue a salire la curva del contagio anche ad Acciai Speciali Terni, secondo l’ultimo aggiornamento risalente alla giornata di ieri, martedì 10 gennaio. Al momento sono 184 gli attuali positivi che fanno riferimento al sito produttivo, ai quali si vanno a computare 74 persone in isolamento fiduciario/quarantena. Pertanto ammontano ad oltre 250 i lavoratori isolati, su una forza lavoro complessiva che si aggira sui 2350 dipendenti, ossia circa il 10% del totale.

Il coordinatore Rsu Ast della Fismic Marco Bruni ha fatto il punto della situazione per ciò che concerne lo stabilimento e gli scenari futuri: “E’ chiaro che lavorare con una forza lavoro in meno, di circa il 10%, rappresenta una criticità importante, soprattutto in un ambiente che gira attorno alla quarta squadra sulla produzione. Il riferimento principale va all’acciaieria e alla laminazione a freddo”. Per ciò che concerne gli impiegati: “Si è intervenuti con la modalità smart working ed è stato possibile fare un ragionamento diverso”. Più complesso il discorso per gli operai: “Nonostante le grandi difficoltà che stanno emergendo, stanno dimostrando un grande senso di responsabilità ed appartenenza”. Per il coordinatore è importante sottolineare questo aspetto specifico: “Molti si stanno rendendo disponibili ad orari maggiormente flessibili come, ad esempio, entrare prima ed uscire dal turno dopo l’orario previsto”.

Una situazione che comunque non è affatto semplice da gestire: “Speriamo che entro 10-15 giorni si possa rientrare dall’emergenza. Un segnale importante, in tal senso, arriva dalle ventidue negativizzazioni. Mi auguro – afferma Bruni – che questi segnali giungano alla nuova proprietà. I lavoratovi vanno incentivati e messi al centro del progetto. Stanno dimostrando una grande disponibilità. Senza sacrificio ed in queste condizioni, sarebbe davvero impossibile produrre acciaio”.

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