Auto no-cost, adesso si apre la trattativa per riavere indietro i soldi

Mesi di rate non pagate: Deutsche Bank e Bmw disponibili a trovare un accordo, vertenza in salita con il gruppo Santander. Ecco la situazione

Cancellate le scritte pubblicitarie del "no-cost"

In molti hanno già fatto visita al carrozziere per togliere dalla livrea della propria automobile le scritte pubblicitarie della “No-cost”. “Se riprenderanno a versare le rate, allora anche noi ricominceremo la nostra attività pubblicitaria”. Altrimenti, no.

La “fase due” del bluff delle auto a costo zero è ora la trattativa con le finanziarie per capire quale strada è possibile intraprendere per recuperare i soldi versati fino adesso. Il meccanismo funzionava, sommariamente, così: il cliente sceglieva l’auto e pagava un ticket d’ingresso di circa 6.400 euro di cui 5.000 per la personalizzazione delle carrozzerie delle auto e 1.400 a titolo di polizza nei confronti della Vantage group a garanzia della buona riuscita dell’operazione. L’auto veniva acquistata a rate: la società si faceva carico di un rimborso mensile fino a 290 euro a patto che il cliente (in molti hanno finanziato anche la quota iniziale) girasse con la vettura pubblicitaria e postasse sui social immagini promozionali con cadenza settimanale

LEGGI -  Il bluff delle auto no-cost

La scorsa estate il meccanismo è però andato in tilt e migliaia di clienti in tutta Italia, sono centinaia nel Ternano, hanno dovuto cominciare a pagare le rate di tasca propria. Scoprendo, inoltre, il rischio di incorrere in multe salate (oltre 400 euro) proprio in virtù delle scritte pubblicitarie sulle vetture, vietate dal codice della strada.

LEGGI – La beffa oltre il danno, si rischiano pure le multe

Sono numerosi i clienti che, a fronte dei mancati pagamenti, si sono rivolti all’avvocato ternano Massimo Longarini che sta in queste settimane verificando tutte le possibili soluzioni. Tra le ipotesi c’è quella di una risoluzione del contratto per inadempienza. Strada questa che potrebbe portare – a fronte della riconsegna dell’auto – a recuperare i soldi versati fino ad ora. I contatti avviati fino a questo momento lascerebbero aperti possibili spiragli di trattativa almeno con la Deutsche Bank e con la società finanziaria della Bmw. Sembra invece più complicato raggiungere un accordo extragiudiziario con il gruppo Santander.

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Le alternative possono essere due: ricorrere alle carte bollate e dunque avviare u percorso giudiziario comunque complicato. Oppure, continuare a pagare le rate. Magari, come molti stanno già facendo, cancellando il “no-cost” dalla carrozzeria. E, per quanto possibile, anche dalla propria testa.     

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