Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Il blitz dei carabinieri e la richiesta di aiuto col traduttore automatico: “Vi prego, portateci via”

Due arresti messi a segno in via Lungonera nell’ambito dell’operazione “504”: le tre giovani vittime erano costrette a vendersi e segregate in casa da giorni

Non appena hanno riconosciuto i carabinieri entrare nell’appartamento hanno preso il telefonino e tramite i traduttori automatici hanno scritto, in moldavo, “Vi prego, portateci via da qui”. E’ iniziato così il blitz dei carabinieri del comando di Terni in un appartamento di via Lungonera, adibito a casa di appuntamenti. 

Le indagini: l'intervista video

Stroncato così un giro di prostituzione con l’arresto di due uomini, moldavvi, entrambi incensurati, di 21 e 42 anni. Il più giovane è stato arrestato in flagranza di reato, beccato all’interno dell’appartamento; il secondo il 14 settembre scorso, a Latina, a seguito di una ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Terni, Barbara Di Giovannantonio. 

Da diversi giorni i militari del Nor dei carabinieri di Terni avevano notato degli strani movimenti nel condominio di via Lungonera Savoia, con un frequente andirivieni di uomini da un appartamento, il cui accesso era consentito dopo aver spinto i tasti 504 sul tastierino al portone (da qui il nome dell'operazione). Dopo aver monitorato l’appartamento, anche a seguito delle segnalazioni dei cittadini, hanno deciso per il blitz. Dentro hanno trovato tre giovani donne moldave, di 22 e 23 anni, che si prostituivano, arrrivando anche a una ventina di clienti al giorno per 100 euro a prestazione. Alla vista dei militari le donne si sono sentite “in salvo” ed hanno immediatamente denunciato la loro condizione di sfruttamento e di segregazione. Il 21enne è stato  accusato dalle donne di sequestro di persona e sfruttamento della prostituzione. Stesse accuse anche per il secondo uomo, fermato poi a Latina.  

Le donne hanno raccontato di essere arrivate in Italia per cercare lavoro in modo da aiutare economicamente le loro famiglie d’origine, lasciando anche i loro figli piccolissimi in patria, e di essere state prelevate dai due connazionali con la promessa di trovare un lavoro. Il tutto si è trasformato in un incubo quando le donne sono state portate a Terni e letteralmente rinchiuse nell’appartamento di via Lungonera Savoia, dove sono state costrette a prostituirsi e a dare tutto quanto guadagnavano ai loro sfruttatori, ricevendo solo una minima parte del denaro, sotto minaccia di morte e di gravi conseguenze per i loro familiari. Le tre donne sono state accompagnate in una struttura protetta per evitare qualsiasi tipo di ritorsione da parte del complice dell’arrestato o suoi amici.

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