Mafia, la “cupola” arriva fino a Terni: ricoverato al Santa Maria il cognato del boss Messina Denaro

Secondo gli inquirenti, Rosario Allegra gestiva la rete di “pizzini” con cui il capo di cosa nostra comunicava. Si apre il processo a Trapani ma “Saro” è intubato in ospedale

Qualche settimana prima di finire in manette nell’ambito dell’operazione “Anno zero” che nell’aprile del 2018 disarticolò la presunta rete di fiancheggiatori del boss mafioso - latitante dall’inizio degli anni ’90 – Matteo Messina Denaro, Rosario Allegra, detto Saro, venne intervistato dalla trasmissione televisiva Le Iene di Italia 1.

La “iena” Ismaele La Vardera era andato a Castelvetrano per cercare di capire chi fosse a scrivere ogni anno il necrologio che compare sul Giornale di Sicilia in ricordo di “don Ciccio”, appunto, Messina Denaro. “Don Ciccio Messina Denaro? Matteo Messina Denaro? Persone perbene, serie e oneste. Ma quale mafiosi. E io non lo vedo da vent’anni”, disse uno dei cognati del boss.

Ma secondo gli inquirenti, sarebbe invece proprio lui uno dei soggetti più vicini a “u siccu”, di cui si sono perse ufficialmente le tracce dal 1993. A riprova della convinzione degli investigatori, in una delle delle tante conversazioni intercettate nell’inchiesta, proprio Allegra spiega di non voler “disturbare” il cognato per futili motivi: “E allora a u siccu io non lo disturbo per un rincoglionito, va....”.

matteo-messina-denaro-2Allegra sarebbe dunque in possesso di importanti canali di comunicazione con Messina Denaro. Canali che sarebbero rappresentati proprio dai “pizzini” che vengono scambiati per informare su affari, decisioni e manovre da portare a termine. Inoltre, Allegra sarebbe anche “l’erede di Francesco Ciccio Guttadauro nella gestione del settore economico giochi e scommesse per conto di Cosa nostra e di interesse della famiglia mafiosa di Castelvetrano”.

Insomma, un boss fra i boss che in questi giorni sarebbe dovuto comparire davanti ai giudici del tribunale di Marsala per il processo seguito proprio all’operazione “Anno zero” che vede alla sbarra 18 presunti fiancheggiatori di Messina Denaro (gli altri hanno scelto riti alternativi).

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Ai giudici è però arrivata la comunicazione del ricovero di Allegra presso l’ospedale di Terni. L’uomo, 65 anni, si trova in prognosi riservata al Santa Maria ma né la Dda, né il suo avvocato difensore Vito Cimiotta conoscono la patologia: si sa solo che è “intubato” e che quattro giorni fa era stato posto in coma farmacologico dopo essere stato trasferito dal carcere di vocabolo Sabbione, dove era rinchiuso proprio a seguito dell’operazione dell’aprile 2018.

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