Cronaca

Coronavirus, la testimonianza di una giovane ternana: “Sensi di colpa e paura. Tante persone si sono offerte per dare una mano”

Febbre alta, dolori muscolari e spossatezza dopo il tampone positivo. Venti giorni di quarantena prima di tornare alla propria quotidianità

foto di repertorio

Una liberazione. L’esito del test negativo produce tale sensazione e scaccia ogni incubo. Il Coronavirus è una malattia subdola e silenziosa, inaspettata quanto pericolosa. Incute comprensibile paura per sé stessi ma, soprattutto, per gli altri. Alla redazione di www.ternitoday.it la testimonianza di una giovane ternana la quale ha dovuto convivere con il virus – come centinaia di altri concittadini – in un contesto che ha coinvolto anche il proprio ambito familiare.

“Purtroppo l'esito del tampone mi ha dato la certezza” ricorda la giovane “Ho peccato di superficialità per prima, dopo un primo giorno di febbre alta ho passato un paio di giorni che stavo benino, poca febbre. Quindi ero sicurissima di essere negativa e invece poi è arrivata la risposta e quasi contemporaneamente il peggioramento. Tuttavia, a scopo meramente precauzionale, mi sono messa in isolamento in attesa di risposta”

Il virus: “Nel momento del peggioramento ho avuto febbre quasi a 39 mattina e sera, dolori muscolari, spossatezza, una debolezza mai provata prima. Inoltre tosse, perdita di gusto e olfatto. Tutto ciò rende il Coronavirus diverso da una semplice influenza. Senza dimenticare l’isolamento ed una quarantena durata per venti giorni”.

Isolamento e solidarietà: “Tantissime persone si sono offerte per dare una mano sia a me che ai miei genitori. Per fortuna comunque c'è mio fratello che si è occupato di tutto”. Raccolta rifiuti: “Se ne sarebbe dovuto occupare il comune, ma con me non si è fatto sentire nessuno. Mi sono informata e comportata di conseguenza. Purtroppo c'è un caos generale e disorganizzazione”.

Le sensazioni provate: “Ho provato paura e preoccupazione, sensi di colpa perché ti domandi se hai contagiato qualcuno e non sai quel qualcuno come reagirà al virus. Mio padre soprattutto è stato molto male, ha rischiato di essere ricoverato, quel giorno ero paralizzata dalla paura. Il fatto di non potergli stare vicina fisicamente enfatizza tutto ciò che provi. Fortunatamente sono andate due dottoresse della Usl territoriale a casa. Dopo averlo visitato gli hanno dato una cura che ha subito iniziato a fare effetto. Da lì il peggio è passato.

Il pensiero con il virus alle spalle su negazionisti e complottisti: “C’è tanta ignoranza e superficialità. Fino a quando queste persone non saranno colpite da vicino non cambieranno mai idea. Nonostante le migliaia di testimonianze. Se il mio intervento è servito a far cambiare idea, anche ad una sola persona, fa sicuramente piacere”.

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