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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Minaccia l’ex per vedere la figlia, ma lui al giudice: “La bambina era una scusa, voleva solo i soldi perché sono ricco”

Perugia, la donna avrebbe avvisato l’uomo di “conoscere le persone giuste” per sistemare le cose, ma della telefonata minatoria non ci sono tracce

Nel corso di una conversazione telefonica avrebbe “minacciato di un ingiusto danno l’ex convivente… proferendo al suo indirizzo le espressioni: ‘vi faccio ammazzare a tutti, ci penso io a sistemarvi a tutti voi, conosco le persone giuste per farlo’, al diniego di quest’ultimo di indicarle il luogo dove si trovasse la loro figlia minore”.

Per questo una donna è finita sotto processo davanti al giudice di pace di Perugia, difesa dall’avvocato Dario Epifani. Poi la parte offesa, assistita dall’avvocato Vittoria Bosio del foro di Roma, ha deciso di rendere spontanee dichiarazioni e lo scenario è cambiato così tanto da portare all’assoluzione dell’imputata.

Le incongruenze rilevate dal giudice iniziano con la querela, in quanto il fatto denunciato dalla parte offesa, cioè la telefonata minatoria, poggia solo sulle affermazioni di parte, ma non c’è altro riscontro (tabulati, registrazione o un testimone).

Poi è toccato alla parte offesa ricostruire i rapporti difficili con la donna, sottolineando di non avere “avuto una relazione sentimentale, perché le donne con me stanno solo per soldi”. Da questa frequentazione, però, era nata una figlia che il tribunale di Tivoli aveva affidato ad entrambi. Un giorno la madre si era presentata a casa sua e con calci e urla voleva riprendere la figlia.

“Nella telefonata mi ha detto di tutto e di più – ha sostenuto l’uomo – che conosceva altri cubani e che faceva fuori me e mia madre. Purtroppo è nata in un ambiente molto degradato. Tutti i cubani sono animali, c’è turismo sessuale anche minorile e la casa che (…) mi ha sottratto vale un milione di euro e fanno prostituzione minorile”.

Sempre nel corso delle dichiarazioni spontanee l’uomo ha accusato la donna di aver avuto rapporti con tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine e i magistrati che si sono occupati delle vicende intercorse tra loro due, sostenendo anche che la donna “ha sequestrato mia figlia perché voleva diversi milioni di euro, perché sapeva chi sono io e quanti ne ho”.

Alla fine del procedimento, oltre all’assoluzione, il giudice ha invitato il pm di valutare la trasmissione degli atti in procura per le accuse formulate dall’uomo. Accuse per le quali la donna ha già presentato una denuncia.

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