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Focolaio Coronavirus nel carcere di Terni, la rabbia degli agenti: gestione fallimentare, servono rinforzi

Sono 68 i detenuti contagiati, il grido d’allarme del Sarap: turni massacranti per fronteggiare gli errori commessi dal vertice amministrativo, la polizia penitenziaria è stremata

Continua a crescere il numero di positivi al Coronavirus all’interno del carcere di Terni. Sono infatti 68 i detenuti (su 514 totali) attualmente positivi nella casa circondariale di vocabolo Sabbione.  A questi, va aggiunto un agente di polizia penitenziaria contagiato da Covid19. Ma i numeri potrebbero salire visto che in queste ore dovrebbero arrivare gli esiti dei tamponi effettuati su tutto il corpo della polizia penitenziaria.

Una situazione di emergenza che non ha eguali in Umbria (i contagi sia a Perugia che a Spoleto sono limitati a pochissime unità) e che fa gridare l’ennesimo allarme al Sarap, Sindacato autonomo ruolo agenti penitenziaria.

“Il fallimento della gestione dell’istituto di Terni porta i contagi a 68 detenuti, il personale di polizia penitenziaria è stremato con turni massacranti per fronteggiare agli errori commessi dal vertice amministrativo di Terni. Chiediamo al provveditorato dell’amministrazione penitenziaria Toscana – scrive in una nota il segretario nazionale, Roberto Esposito - una ricognizione all’interno del provveditorato per conoscere la disponibilità di personale da inviare in missione a sostegno ai poliziotti ternani”.

“Come aveva sollecitato il Sarap, sono stati effettuati tamponi a tutto il personale di polizia penitenziaria, sperando che nei giorni a venire non si debba rafforzare il nostro pensiero sulla discutibile gestione a cui abbiamo assistito fino ad oggi e abbiamo contestato sin da quando i numeri ancora non salivano in maniera esponenziale come sta accadendo ora”.

“Chiediamo inoltre – si chiude la nota - di poter ricevere in dotazione kit di protezione individuale per poter svolgere in sicurezza il nostro lavoro a contatto con i detenuti risultati positivi, oltre alle sanificazioni giornaliere dei locali a loro dedicati per poter prevenire un’ulteriore crescita esponenziale dei casi e poter riprendere in mano questa situazione da prima gestita male ed ora divenuta ingestibile”.

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