Gioco mortale, anche Facebook rende omaggio a Roberto

Messaggio del social network sulla pagina del 17enne morto ad Acquasparta: “Speriamo che le persone che lo amano troveranno conforto nel visitare il suo profilo, per ricordare lui e la sua vita”

Lo screenshot del profilo del 17enne

Si chiama account commemorativo ed è lo strumento attraverso il quale Facebook rende omaggio agli utenti che non ci sono più. E così, sul profilo di Roberto Albanucci, il 17enne morto ad Acquasparta per un tragico gioco, si legge: “In memoria di Roberto Albanucci”. Il messaggio che campeggia sulla foto di copertina del social è anticipato da una finestra di dialogo che spiega cosa sta accadendo.

“Speriamo che le persone che amano Roberto troveranno conforto nel visitare il suo profilo, per ricordare la sua vita”. L’account commemorativo si attiva nel caso in cui il titolare del profilo scelga di nominare un erede in caso di morte oppure viene rimodulato dallo stesso social network “se sapremo del tuo decesso”, spiega il centro assistenza di Fb. “Gli account commemorativi permettono ad amici e famiglia di raccogliere e condividere ricordi di una persona deceduta” a meno che il titolare del profilo non decida di eliminarlo.

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E infatti, sono numerosi i messaggi arrivati negli ultimi giorni sul profilo del ragazzo. Come quello di Chiara, che scrive: “È stato bello. È stato bello crescere con te e accumulare insieme un’infinità di ricordi che ritirare fuori adesso fa male. È stato bello scoprire per la prima volta grazie a te cos’è l’amicizia e cos’è l’amore. Si, perché nel nostro piccolo ci volevamo tanto bene. Mi sembra ieri quando mi rincorrevi tra le seggioline dell’asilo per darmi i bacetti e io scappavo. Pensa com’è strano il destino, ora sono io che ti vorrei rincorrere e riprendere per riportarti con noi. Mi sembra ieri anche quando alle elementari ci mettevamo in fila per andare a mensa e ci stringevamo la mano, anche se ti vergognavi delle maestre. Eri timido e molte volte facevi fatica ad esternare i pensieri, ma c’erano i tuoi occhietti dolci e vispi che parlavano. A me quegli occhi hanno sempre detto tanto e questo non l’ho mai dimenticato. No, infatti nonostante fosse da un po’ che non ci vedevamo, spesso mi veniva spontaneo nominarti per far sapere a chi non ti conosceva quanto eri buono e speciale.  Mi mancherai immensamente e mi tremano le dita a scrivertelo. Ciao ROBI vola in alto e anche da lassù ricordati che ti voglio tanto bene”.

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