Coronavirus, Giove ‘zona rossa’. Fora e Paparelli: “Individuare una struttura per i positivi e normalizzare la situazione”

I due consiglieri regionali si chiedono inoltre se è possibile ipotizzare una revoca di zona rossa definitiva per la giornata del 3 maggio

foto di repertorio

Secondo gli ultimi dati forniti dal sindaco Alvaro Parca sono trentadue i casi positivi al Coronavirus riscontrati a Giove. Di questi undici presentano sintomi lievi, diciassette risultano asintomatici mentre quattro ricoverati nelle strutture ospedaliere. Il primo cittadino ha anche annunciato che domani è prevista una riunione con la Uls territoriale e la Regione, per un confronto sulle decisioni da adottare per la fine della zona rossa.

I consiglieri regionali Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria) e Fabio Paparelli (Partito Democratico) annunciano la presentazione di una interrogazione alla Giunta regionale per sapere quali provvedimenti sono previsti per la comunità giovese.

I due esponenti dell’opposizione chiedono se, in considerazione degli ultimi dati si possa: “Ipotizzare la revoca definitiva della zona rossa per la giornata del 3 maggio prossimo o, in subordine, se la Regione si è attivata verso i soggetti competenti, anche alla luce della lettera aperta per garantire uno standard qualitativo e quantitativo adeguato dei servizi essenziali”. L’ordinanza è in vigore dallo scorso 10 aprile ed è stata procrastinata per consentire l’effettuazione di test e tamponi a tappeto.

A tal proposito i due consiglieri chiedono alla Regione se, nelle prossime ore d'intesa con le altre autorità competenti, intenda procedere: “All'individuazione di una struttura residenziale idonea in cui collocare tutti i casi covid positivi al fine di interrompere il contagio nei cluster familiari”. A tal proposito ribadiscono come sia necessario: “procedere rapidamente alla normalizzazione della situazione” anche in virtù della diminuzione dei soggetti risultati positivi.

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“Oltre a ciò - aggiungono - vorremmo sapere se è allo studio della Regione l'ipotesi di concedere particolari contributi/sussidi economici per le famiglie più danneggiate da questa chiusura totale così prolungata, di concerto anche con l'Amministrazione comunale che potrebbe essere di ausilio nell'individuazione dei casi più gravi e definire con l'ente regionale misure adeguate alle diverse fattispecie di problemi”.

 

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