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Mascherine e gel igienizzanti a prezzi d'oro, la Finanza stana i 'furbetti' del prezzo selvaggio

Vendevano presidi di protezione con rincari fino al 270% sul prezzo originario, negozi nei guai. Controlli a tappeto delle Fiamme Gialle anche sui pusher che per spacciare devono ingegnarsi vista la chiusura delle piazze di smercio tradizionale

Mascherine e gel igienizzanti più cari di oltre il 200%. Non c’è scampo per i ‘furbetti’ dei prezzi ‘selvaggi’. Avveniva in un negozio dell’Orvietano, finito nella rete della Finanza con una provvedimento penale. La guardia di Finanza di Terni non perde tempo, i controlli in questo periodo di emergenza da Covid 19 sono serrati e le multe a chi infrange le regole di sicuro non sono lievi: si parla di oltre mille euro di sanzione per chi eleva senza motivo e illegalmente i prezzi della merce consentita alla vendita. I reparti del comando provinciale della Finanza hanno setacciato il territorio tra Terni e Orvieto scovando due attività commerciali, un negozio di Orvieto e una parafarmacia di Terni, che praticavano ‘consistenti manovre speculative’, ovvero un rialzo ingiustificato dei prezzi di mercato relativi a dispositivi di protezione individuale, presidi medico-chirurgici e generi alimentari di prima necessità. Le verifiche dirette sulle fatture d’acquisto dei prodotti e comparazione con i prezzi di vendita non hanno lasciato dubbi. A Terni, secondo quanto appurato dalle Fiamme Gialle, la parafarmacia in questione non aveva esposto i prezzi sia sui singoli pezzi di mascherine e guanti sia sulle confezioni, i costi della merce dunque sarebbero stati conteggiati a seconda ‘dei momenti’. Oltre 1.000 euro la multa al titolare. 

Denuncia penale invece per il negozio orvietano che, a detta della Finanza, esercitava un rincaro dei prezzi che andava dal 70% al 270% con mascherine vendute a oltre i 3 euro l’una. I controlli a tappetto, come spiega la Finanza, stanno comunque permettendo un ottimo contenimento del fenomeno in numero molto contenuto rispetto ai numerosi controlli eseguiti.

Dall’inizio dell’emergenza, il comando provinciale della guardia di Finanza di Terni, all’esito delle indicazioni del ‘tavolo permanente’ presieduto dal prefetto e secondo quanto disposto dalle ordinanze del questore, ha concorso con le proprie unità operative nei servizi di monitoraggio e controllo degli obblighi, impiegando oltre 150 pattuglie, fino ad oggi.

E le misure ristrettive del Governo hanno costretto i pusher a ingegnarsi per smerciare la droga, un commercio che purtroppo non si ferma neppure davanti al virus e al drammatico momento. Lo spaccio dunque non può che avvenire nei luoghi dove è consentito muoversi, in modo particolare supermercati durante l’ora di spesa nuove modalità di smercio, diverse dalle tradizionali piazze, chiuse e controllate dalle forze dell’ordine. Ma le Fiamme Gialle non vengono ingannate: si tratta, fanno sapere, di soggetti ‘attenzionati’ i cui movimenti vengono scrutati attimo per attimo. Pochi giorni fa quindi alcuni soggetti sono stati deferiti all’autorità giudiziaria, e sono stati sequestrati circa 5chili di hashish, 50grammi di cocaina e oltre 7grammi di marijuana.

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