Mattone “fuorilegge”, Comune al contrattacco su discariche e abusi edilizi

In Prefettura il tavolo contro l’abusivismo. Confartigianato: concorrenza sleale. La Camera di commercio: la crisi è anche colpa del lavoro sommerso

Nei giorni scorsi Legambiente ha pubblicato un approfondito dossier sul tema dell’abusivismo edilizio, mettendo in evidenza alcune statistiche che – a livello nazionale e locale – fotografano in maniera chiara la portata del fenomeno. In Italia dal 2004 al 2018 sono state emesse 71.450 ordinanze per l’abbattimento di abusi edilizi, ma ne sono state eseguite 14.018. L’Umbria percorre una strada simile: rispetto alle 2.538 ordinanze emesse nel periodo analizzato, ne sono state eseguite 774: una su tre.

Il tema dell’abusivismo, edilizio ma non solo, è stato al centro del tavolo che si è aperto in Prefettura – coordinato dal viceprefetto Lucia Raffaella Palma - e al quale hanno preso parte Comune di Terni, Confartigianato, Camera di commercio, polizia, guardia di finanza, carabinieri, polizia municipale e direzione territoriale del lavoro.

“L’abusivismo nel settore delle costruzioni è un fenomeno rilevante che risulta evidente - ha sottolineato l’assessore comunale ai lavori pubblici, Enrico Melasecche - anche dai residui che vengono abbandonati nel territorio, determinando numerose discariche abusive”. In tal senso, palazzo Spada sta ragionando attorno alla possibilità di un inasprimento delle sanzioni per l’abbandono di rifiuti inerenti l’attività edilizia. E il Comune potrebbe anche accogliere l’istanza che, partita proprio dal tavolo della Prefettura, prevede la possibilità di introdurre l’obbligo di comunicazione di inizio lavori anche per le attività di edilizia libera, oggi non previsto nel regolamento edilizio, al fine di agevolare i controlli sia da parte della polizia municipale che della vigilanza edilizia.

Il direttore di Confartigianato Terni, Michele Medori, oltre a richiamare i dati di una recente indagine condotta sulla provincia di Terni dal centro studi della Confartigianato nazionale (il 66% delle micro e piccole imprese, che rappresentano circa il 98% del tessuto produttivo della Provincia di Terni, sono sottoposte alla concorrenza sleale dell’abusivismo e del lavoro sommerso) ha posto sul tavolo i diversi aspetti critici da focalizzare ed in relazione ai quali risulta necessario ed urgente concordare e programmare azioni mirate di contrasto al fenomeno, che mina alla base la sopravvivenza delle aziende artigiane. In particolare, Confartigianato Terni ha sottolineato l’adozione illegittima del contratto di lavoro “multiservizi” per lo svolgimento di attività che invece dovrebbero adottare contratti diversi e maggiormente onerosi, come è il caso dell’edilizia e dei trasporti. Tema ripreso anche dai rappresentanti della direzione territoriale del lavoro.

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Il presidente della Camera di commercio di Terni, Giuseppe Flamini, ha evidenziato come la forte contrazione delle imprese nel settore dell’edilizia, oltre che dalla crisi, sia determinata dagli effetti negativi dell’abusivismo e del lavoro sommerso e che occorre, inoltre, “sensibilizzare i cittadini in relazione ai rischi ai quali si va incontro facendo eseguire i lavori ad aziende irregolari o completamente sconosciute al fisco e alle conseguenze negative derivanti da lavori non realizzati a regola d’arte da parte di soggetti con scarsa o nulla qualificazione professionale”. 

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