Nuova scritta contro il sindaco, Terni precipita negli “anni di piombo”

“Latini boia” con tanto di falce e martello su un muro in via Bramante. Ma i graffitari non mancano neanche in centro: è “guerra” a colpi di spray

A tre giorni dalla “minaccia” contro il sindaco di Terni, Leonardo Latini, comparsa su un muro della biblioteca, un’altra scritta indirizzata al primo cittadino è stata avvistata in via Bramante.

Lo dice lo stesso Latini sul suo profilo Facebook, documentando l’accaduto con tanto di fotografia. Il messaggio dice semplicemente: “Latini boia”, accompagnato da una falce ed un martello.

“Evidentemente non sono simpatico a questi tipi. Me ne farò una ragione – commenta Latini - Peccato per l’ennesimo muro imbrattato. Io non mollo, vado avanti più determinato che mai”.

Torna insomma la politica a colpi di spray e Terni sembra precipitare nel passato, fino agli anni di piombo, quando lo scontro tra “fascisti e comunisti” alimentava la tensione e le piazze.

Nelle stesse ore in cui compariva la prima scritta minatoria, un’altra – indirizzata ad un pubblico più generico – faceva bella mostra di sé in via Cavour: “+ foibe – fasci”, recita il messaggio. E il consigliere comunale della Lega, Devid Maggiora, commenta: “Un ulteriore gesto di inciviltà e vigliaccheria che riporta la città agli anni di piombo. Terni non ha bisogno di tutto questo”. Foibe, fasci e martiri sono stati oggetto di altre scritte, ripulite dagli studenti del Blocco studentesco.

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Unanime il coro di condanna contro i soliti ignoti: da destra e da sinistra viene espressa solidarietà al sindaco anche se poi sulle motivazioni che potrebbero avere “armato” le mani dei graffitari, le analisi sono divergenti. “Questi atti singoli sono sempre deprecabili, ma il piagnisteo della destra ternana qualifica la loro malafede, orientata alla spasmodica ricerca dell’espediente utile a screditare, distrarre e confondere il senso di una risposta popolare che vi ha inchiodato nel palazzo e alle vostre responsabilità, dimostrando che le vostre amicizie sono un’onta impressa all’onorabilità della storia e della memoria condivisa di Terni. Non avete mosso paglia quando a Narni si è prima minacciata l’Anpi e poi imbrattato un murales dedicato ai ragazzi scomparsi – scrive Lorenzo Carletti, segretario di Rifondazione comunista, in un post si facebook - I mandanti di questo clima siete voi. La solidarietà non la meritate”.

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