Ospedale di Terni, prova antincendio da rivedere: mezzi di soccorso bloccati dalla sosta selvaggia

Il direttore sanitario Fratini: “Simulazione per analizzare le criticità e le difficoltà di una struttura datata come quella di Terni”

Un’esercitazione pratica con simulazione di gestione di un’emergenza, in base a tutte le procedure previste dalla normativa antincendio, “fondamentale per analizzare le criticità che sono intervenute e che ci consentirà di migliorare le procedure, con tutte le difficoltà che una struttura datata come quella Terni può comportare”.

Così ha commentato il direttore sanitario Sandro Fratini in merito alla simulazione avvenuta questa mattina al primo piano dell’ospedale nel reparto di pediatria: “È la prima volta che viene fatta una vera esercitazione pratica con i degenti – ha aggiunto – che ha previsto non soltanto l’attivazione dell’Unità di crisi e di tutte le procedure previste, ma anche l’effettivo spostamento di pazienti e familiari”.

Tra le azioni previste per superare i punti critici emersi rientra anche il miglioramento dell’accessibilità dei mezzi di soccorso come Vigili del fuoco e Protezione civile, che oggi avrebbero avuto difficoltà a raggiungere l’area di intervento a causa del parcheggio selvaggio delle auto nelle vicinanze dell’ingresso centrale.

Il racconto della prova antincendio

Il personale del reparto di Pediatria e Tin e gli addetti antincendio, con la collaborazione dei genitori, in sette minuti e mezzo hanno evacuato e messo in sicurezza tutte le persone presenti con particolare riferimento ai piccoli degenti, che sono stati trasferiti in una zona di sicurezza, compartimentata e quindi non raggiungibile da fumo e fiamme, mentre cinque bambini in culla e due pazienti critici (interpretati nella realtà da bambole) sono stati subito trasferiti al blocco operatorio con le incubatrici e ventilazione manuale lungo il percorso. Contestualmente veniva attivata l’unità di crisi che ha coordinato il piano e la fase operativa dell’emergenza.

In base all'esito della simulazione, tutti i pazienti realmente ricoverati e le persone presenti sarebbero stati messi in salvo e nessuno avrebbe riportato danni, salvo un bambino con inizio di intossicazione che è stato trasferito in Pronto Soccorso.

Successivamente sette pazienti sono stati collocati in appoggio su altri reparti, due pazienti sono stati trasferiti in area chirurgica, altri tre sono stati dimessi al domicilio con attivazione del pediatra di famiglia, e un bambino infettivo è stato trasferito nella clinica di malattie infettiva. Immediata la richiesta di intervento dei Vigili del fuoco, che sarebbero intervenuti in 10 minuti.

L’Unità di crisi si attiva in caso di emergenza interna che richiede l’evacuazione di uno o più reparti o di maxi emergenza esterna. Sotto la responsabilità della direzione sanitaria, coadiuvata dal servizio prevenzione e protezione, l’Unità di crisi è composta dalla direzione aziendale, dai direttori medici di presidio e dai responsabili dell’emergenza (Pronto Soccorso, Rianimazione), del SITRO (Servizio Infermieristico Tecnico Riabilitativo Ostetrico) e dell’ufficio tecnico.

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