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“Ore gonfiate” per i progetti dedicati ai richiedenti asilo, rinvio a giudizio per due dirigenti comunali

La Procura di Terni ha chiuso le indagini e ha chiesto il processo per Danila Virili e Lorella Sepi. Al centro dell'inchiesta le ore lavorate dai dipendenti dei Comuni

Ore gonfiate, rendicontazione carente e dubbi rispetto all'effettivo utilizzo delle cifre messe a disposizione per la gestione degli Sprar. La questione, sollevata da Emanuele Fiorini quando ricopriva il ruolo di consigliere della Lega, ha trovato giovedì un primo responso, con la chiusura delle indagini da parte della Procura di Terni e con il rinvio a giudizio di due dirigenti comunali, uno di Terni e uno di Narni. La notizia è riportata dalle pagine locali del Messaggero.

L'inizio della vicenda risale alla scorsa estate e riguardava la gestione dell'accoglienza dei richiedenti asilo e i rifugiati: l'accusa per l'ex dirigente ternana Danila Virili – ora in pensione – e per Lorella Sepi, del Comune di Narni, è quella di falso ideologico per aver gonfiato le ore lavorate dai dipendenti comunali per gli Sprar che, secondo la magistratura, non sarebbero veritiere. Tali ore rappresentavano il cofinanziamento dichiarato dai Comuni e necessario per l'ottenimento dei finanziamenti per i suddetti progetti.
Era stato Fiorini a presentare un esposto dopo aver analizzato oltre tremila pagine di documenti, due anni di fatture, conti, cifre, spese varie riferite al biennio 2014-16. L'udienza davanti al gup si terrà il prossimo 8 aprile.

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