menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Senzatetto, ecco i “fantasmi” di Terni: “Vivono in strada, si fanno trovare per parlare”

I volontari della San Vincenzo de Paoli ne hanno incontrati 41 lo scorso anno: soprattutto si tratta di italiani, ci sono anche alcune donne. “Sono diminuiti fortemente gli stranieri, tutti aspettano di avere una casa vera”

Il decreto sicurezza del Governo e l’ordinanza anti accattonaggio di Palazzo Spada li ha tolti dalla strada. Almeno di notte. “Hanno trovato ricoveri più protetti”. Per questo è stata è stata sospesa l’attività che i volontari della San Vincenzo de Paoli portavano avanti con il giro notturno di assistenza ai senzatetto, in campo dal dal 2001, e che coinvolgeva nei tre giorni di uscita 14 volontari. Ma l’emergenza di chi “aspetta una casa vera” non si è esaurita.

“Le persone che grazie a questo servizio abbiamo conosciuto in questi anni – ha ricordato la presidente dell’associazione, Alessandra Rossi, tracciando il bilancio dell’attività 2018 - raggiunte con altre modalità, continuano a ricevere le nostre cure”.

Lo scorso anno sono stati distribuiti sacchi a pelo, coperte, calzature e vestiario, corredi per il ricovero in ospedale, 1.152 sacchetti con prodotti per l’igiene personale e generi alimentari. “Inoltre – spiega Rossi - ci siamo fatti carico dell’assistenza in ospedale nei casi in cui qualcuno è stato ricoverato e di provvedere al necessario oltre a sostenere spese per medicinali e visite mediche. Abbiamo sostenuto spese di viaggio per le persone che hanno lasciato la città, pagato alcune notti in albergo quando le condizioni psico fisiche particolarmente provate lo richiedevano e fornito piccoli aiuti economici nei casi di estrema necessità”.

La maggior parte delle persone che vengono raggiunte dai volontari della San Vincenzo e sostenute attraverso i progetto della “Casa di Federico” vivono soprattutto in strada ma hanno un posto dove dormire, “magari per un tempo limitato perché ospiti di qualcuno o della Caritas o di parrocchie”. “Si fanno trovare alla stazione soprattutto per parlare”. Nel 2018 sono state raggiunte 41 diverse persone, diminuite del 10% rispetto lo scorso anno. Dodici sono le donne e 29 gli uomini: 38 italiani, 3 stranieri comunitari. “Sono diminuiti fortemente gli stranieri – ha spiegato la presidente Rossi - circa un terzo delle persone le abbiamo incontrate una sola volta, le altre in maniera costante. Ora tutte le persone che sono state conosciute nei vari anni in strada continuano a ricevere assistenza attraverso la conferenza Maria Regina della Pace. Rimane comunque viva l’esigenza di avvolgere la nostra città in una rete di carità, perché le condizioni delle famiglie aiutate si sono aggravate e necessitano di maggiore impegno sia economico che di sostegno morale”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TerniToday è in caricamento