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Venerdì, 27 Maggio 2022
Economia San Gemini

“Acciaio fra guerra e crisi, aspettiamo il piano Ast. Assenza ingiustificabile del Governo sulla siderurgia”

Si è aperta a San Gemini la stagione congressuale della Uilm. Il segretario generale Rocco Palombella: “L’arrivo di Arvedi è una notizia positiva, il mancato ricorso alla cig nonostante le difficoltà è un ottimo segnale”

Inizia da San Gemini, in provincia di Terni, la stagione congressuale della Uilm che porterà al congresso nazionale in programma il 3-4-5 ottobre a Roma. Il territorio umbro conta circa 7mila metalmeccanici ed è un territorio industriale importante, trainato da Acciai speciali Terni. Sono 2.300 infatti i dipendenti diretti, 120 i somministrati e 700 gli esterni che lavorano quotidianamente.

“L’ufficializzazione della vendita di Ast al Gruppo Arvedi è una notizia che ho valutato in modo positivo – dice il segretario generale Uilm, Rocco Palombella, nel suo intervento conclusivo – perché una parte essenziale del nostro settore siderurgico torna sotto il controllo di una importante società italiana. Al momento, anche Ast vive le incertezze della guerra e le difficoltà legate al caro energia, unito alla mancanza di materie prime, ma non vi è stato alcun ricorso alla cig e questo è un ottimo segnale. Attendiamo il primo aprile per conoscere il piano industriale e i relativi investimenti”.

“Dal Governo – continua Palombella – continuiamo a registrare un’assenza ingiustificabile sulla siderurgia, come la mancanza di un piano nazionale che metta al centro la sinergia delle produzioni, la salvaguardia occupazionale e la sfida della transizione ecologica”.

“Sebbene il settore dell’automotive abbia numeri contenuti in questo territorio – continua – non possiamo abbassare la guardia e dobbiamo continuare a spingere il Governo ad adottare tutte le misure necessarie per garantire una transizione giusta che non lasci indietro nessuno”.

La stessa Ast ha un intero reparto dedicato alla lavorazione di alcune componenti, così come la Faurecia con 280 dipendenti e 50 somministrati, Koeing e Ttc che occupano circa 500 dipendenti.

“Per quanto riguarda gli effetti della guerra – aggiunge il leader dei metalmeccanici della Uil – anche la Tifast a San Liberato ha problemi a reperire la spugna per la lavorazione del titanio, sebbene si intraveda qualche opportunità di crescita legata al blocco di esportazione del prodotto e al mercato da aggredire. Pariamo di 126 dipendenti con una prospettiva di crescita legata al settore medicale e aerospaziale”.

Il segretario generale della Uilm ha ricordato, inoltre, gli avvenimenti degli ultimi anni e come nonostante si sia attraversata una crisi pandemica, economica e politica, i metalmeccanici siano riusciti a sottoscrivere il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro con Federmeccanica e Assista e, a seguire, tutti quelli del comparto. “È stato un momento storico per la nostra categoria che doveva servire a infondere fiducia nel mondo del lavoro, la stessa fiducia che continuiamo ad avere nonostante la fase drammatica che stiamo attraversando. Quel rinnovo – conclude Palombella – ci ha insegnato che niente è impossibile, ancora una volta il sindacato resta un punto di riferimento solido e stabile pronto a fare la sua parte”.

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