Ecosismabonus, ristrutturare casa “gratis” si può? “Opportunità senza precedenti, ma con tante incertezze”

Dal primo luglio si potranno iniziare a documentare i bonifici per il pagamento dei lavori di ristrutturazione da portare in detrazione. La nostra intervista all’ingegner Cristian Angeli

Il Covid19 sembra averci portato, oltre ai tragici fatti che sappiamo, un provvedimento normativo molto importante che, se verrà applicato, potrebbe davvero rimettere in moto l’economia del Paese. Si tratta del decreto legge 34 del 19 maggio 2020 (decreto “Rilancio”) che contiene, tra gli altri, una serie di incentivi specifici per l’edilizia, noti con il nome di Ecosismabonus 110%, un brand irresistibile che ormai è divenuto virale: vengono potenziate ed allargate le misure fiscali già esistenti dell’ecobonus e del sismabonus, portando le percentuali di detrazione fiscale, appunto, al 110%.

Tradotto in parole povere significa che chiunque possieda un immobile (non serve nemmeno esserne proprietari) potrà metterlo a nuovo senza spendere un centesimo.

2-9Per capirne di più ne abbiamo parlato con Cristian Angeli, ingegnere esperto in tecnologie costruttive innovative.

Ingegnere, dal primo luglio tutti potremo ristrutturarci la casa gratis?

“Non è proprio così. Anzitutto il primo luglio rappresenta una data puramente virtuale, ovvero è quella a partire dalla quale si potranno iniziare a ‘documentare’ i bonifici per il pagamento dei lavori di ristrutturazione da portare in detrazione. Però mancano ancora molti dettagli di natura tecnica e fiscale, infatti il decreto che introduce l’ecosismabonus al 110% non è stato ancora convertito in legge e, alla luce dei tanti emendamenti presentati in Parlamento, non è da escludere che vi sia qualche adattamento del testo, anche se non credo che possa esserne mutata la sostanza. Per assurdo, però, se entro 60 giorni (cioè entro il 18 luglio) non dovesse avvenire la conversione in legge, il decreto 110% addirittura decadrebbe…

D’altra parte però è vero che, stando all’attuale formulazione del decreto, chi ricade nei casi di applicazione dell’cosismabonus potrà effettivamente rinnovare il proprio edificio (casa singola, condominio o anche fabbricati non residenziali) senza spendere proprio nulla, grazie al meccanismo dello sconto in fattura e della cessione del credito. Addirittura con una marginalità del 10% sul costo effettivo”.

Quindi è meglio aspettare?

“Ognuno deve fare le proprie valutazioni e ogni caso deve essere valutato da un tecnico competente. Io sono fiducioso che il decreto verrà convertito in legge senza stravolgimenti e che l’Agenzia delle entrate provvederà a breve a fornire le circolari attuative, non posso immaginare il contrario… In questo preciso momento forse sarebbe saggio predisporre tutta la parte progettuale, che richiede tempo e che deve essere ben pianificata anche dal punto di vista finanziario, in attesa dei necessari chiarimenti, che entro poche settimane dovrebbero arrivare”.

Ma come si fa a sapere se questi bonus possono essere applicati al proprio fabbricato?

“L’argomento è abbastanza complesso, ma parlare di bonus in generale forse è un po’ fuorviante poiché già dal 2012 esiste una vasta serie di misure incentivanti per il settore immobiliare, ciascuna con specifiche percentuali di detrazione fiscale e con massimali di spesa variabili. Ad esempio, rientrano nei cosiddetti eco bonus o bonus casa anche la sostituzione degli elettrodomestici, dei mobili o la cura del verde, ma in questi casi i singoli limiti di detrazione sono piuttosto bassi. Forse quindi ha più senso chiedersi se il proprio edificio rientra nell’ecosismabonus al 110% che, con questa percentuale dirompente, rappresenta la vera novità del momento, e che è riservato solo ad alcune categorie di interventi, che poi se ne tirano dietro altri di natura secondaria”.

Quali sono questi interventi?

“Si tratta sostanzialmente dell’efficientamento energetico e del miglioramento sismico. Quando si interviene con uno di questi due interventi, automaticamente tutti quelli minori (sostituzione degli infissi, della caldaia, o altri) possono essere detratti anch’essi al 110%. L’esempio classico di efficientamento energetico è rappresentato dal cappotto termico, ovvero dal rivestimento delle superfici opache verticali (facciate) e orizzontali (tetti o solai) con pannelli in polistirolo o altri materiali isolanti. In questo caso si accede al 110% purché si riesca a dimostrare un salto di almeno due categorie energetiche, mediante asseverazione di un professionista abilitato. Il tetto di spesa è molto alto, pari a 60.000 euro per ogni unità immobiliare. Pensate nel caso di condomini con centinaia di appartamenti che cifre vengono fuori”.

Gli interventi di “miglioramento sismico” invece in cosa consistono?

“Consistono in un insieme di opere di natura strutturale che portano ad avere un maggiore grado di sicurezza. Che senso ha ridurre i consumi energetici di un edificio che, in caso di terremoto, può subire danneggiamenti anche irreversibili? Questo miglioramento può essere ottenuto aumentando la resistenza dell’edificio, oppure isolandolo alla base con i cosiddetti isolatori sismici che smorzano, cioè riducono, gli effetti del sisma. A mio avviso, nel caso di edifici di dimensioni e caratteristiche normali è sufficiente optare per la prima soluzione, che si può esplicare facilmente mediante la realizzazione di contro pareti per rinforzare e irrigidire la struttura preesistente”.

È possibile fare in uno stesso fabbricato sia il miglioramento sismico sia quello energetico?

“Senza dubbio sì, ovvero è possibile, nell’ambito di una stessa pratica e con riferimento a uno stesso edificio, ottenere sia l’efficientamento energetico sia quello antisismico. E in tal caso si accede al 110% con un massimale di spesa pari a ben 136.000 euro per ogni unità immobiliare. Esistono a tale riguardo tecnologie che permettono di operare esclusivamente dall’esterno dell’edificio e in tempi rapidissimi. Ad esempio si può applicare il sistema Icf (Insulating Concrete Form), realizzando delle contropareti di rinforzo già coibentate con pannelli isolanti che risolvono sia gli aspetti energetici sia quelli sismici, peraltro con costi molto contenuti. Il vantaggio è senza dubbio quello di fare due cose in una volta sola e di poter operare senza richiedere ai proprietari di abbandonare, nemmeno temporaneamente, le loro abitazioni. Con l’azienda Icf Italia, con la quale collaboro, sto svolgendo varie simulazioni finalizzate a definire con precisione i costi degli interventi e le modalità per le varie tipologie di edifici. Non dimentichiamoci infatti che, stando a quanto riportato nell’attuale testo normativo, potranno essere portati in detrazione solo i lavori eseguiti (e pagati) entro il 31 dicembre del 2021. Una bella sfida”.

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