Martedì, 28 Settembre 2021
Economia

Dirigenti, impiegati e operai: i conti non tornano, in Umbria stipendi fra i più bassi d’Italia

Ultima regione fra quelle del centro per i livelli di retribuzione media con valori più prossimi al sud del Paese: tutti i dettagli nel dossier realizzato dall’Osservatorio di JobPricing

Se l’Italia piange, l’Umbria non ride. Ultima regione del centro Italia per i livelli di retribuzione media, con valori più prossimi al sud del Paese. In un contesto generale di profonda difficoltà, incrementata dagli effetti – ancora parziali – della crisi economica innescata dall’emergenza Coronavirus.

A scattare questa fotografia è il JP Salary Outlook, un report “rolling” aggiornato semestralmente dall’Osservatorio JobPricing, che analizza lo stato dell’arte delle retribuzioni in Italia.

Italia fanalino di coda

Il primo elemento che viene evidenziato dal dossier è che “ormai da tempo le retribuzioni degli italiani non sono fra le migliori nei Paesi avanzati. L’Italia si colloca al 23esimo posto su 36 paesi, con 39.189 dollari (lordi): decisamente sotto la media di 48.587 dollari. Non solo, il gap rispetto al top performer, il Lussemburgo, pari a circa 30.000 dollari, è decisamente maggiore rispetto a quello con il low performer, il Messico, pari a circa 20.000 dollari. All’interno dell’Eurozona, l’Italia si colloca al 9° posto su 17 con 30.028 euro ed anche in questo caso al di sotto della media: il salario del Lussemburgo, che anche in questo caso è il più alto, risulta più del doppio di quello italiano; il salario francese, che si colloca una posizione sopra l’Italia in classifica, è di quasi 10mila euro superiore; il salario medio lituano, che è invece l’ultimo in classifica, pari a 14.547 euro, ammonta a circa la metà del salario italiano”.

E sugli importi – già sotto la media – influisce in maniera piuttosto forte il carico fiscale. “L’Italia, a fronte di un reddito che, come s’è detto in precedenza, si colloca al nono posto fra i paesi dell’Eurozona – spiega l’Osservatorio - è al 6° per aliquota fiscale media (31,6 per cento) e addirittura al 3° per peso del cuneo fiscale medio (48,0 per cento), cioè del peso di tasse e contributi sul costo del lavoro: salta subito agli occhi come a fronte di redditi decisamente più bassi della Germania, nel nostro paese l’impatto delle tasse sul costo del lavoro sia molto simile”.

Così nelle regioni

La retribuzione media nazionale è di 29.222 euro. La media per i dirigenti è di 102.963 euro, la media dei quadri di 54.511 euro, gli impiegati si attestano in media a 30.925 ed infine gli operai a 24.627 euro. Le retribuzioni medie nazionali nel 2020 sono rimaste congelate rispetto all’anno precedente, con un tasso di crescita nullo. L’Osservatorio rileva inoltre come nel settore privato italiano i differenziali territoriali hanno un peso rilevante: così come la struttura economica e le dinamiche del mercato del lavoro dividono l’Italia in due, così fa sostanzialmente anche il livello delle retribuzioni. Fra nord, sud e isole vi è un differenziale di circa 3.700 euro.

La Lombardia risulta così la regione più pagata del nord, con 31.392 euro, il Lazio del centro con 30.219 e l’Abruzzo nel sud e isole con una media di 27.407. Sicilia, Calabria e Basilicata sono le ultime in classifica e registrato salari medi inferiori a 26mila euro. L’Umbria fa registrare uno stipendio medio pari a 26.869 euro, il più basso di tutte le regioni del centro Italia (14esimo posto) superiore soltanto a Molise, Puglia, Sicilia, Calabria e Basilicata.

Focus Umbria

Per quanto riguarda i dati più particolari, lo stipendio medio di un dirigente in Umbria si attesta a 95.119 euro l’anno: in Lombardia lo stesso salario sale a 106.366 euro, in Basilicata è pari a 84.066.

Stipendio in decrescita per i quadri, sia rispetto al 2019 che all’ultimo quinquennio: in Umbria la media è di 51.807 euro, in Friuli Venezia Giulia a 56.834, in Calabria a 49.595.

Giù negli ultimi dodici mesi anche la retribuzione media degli impiegati dell’Umbria, che è pari a 28.813 euro l’anno a fronte dei 32.950 corrisposti in Valle d’Aosta e dei 27.877 della Calabria.

Gli operai, infine: il salario medio in Umbria è di 23.561, un valore che è sest’ultimo in Italia, nonostante gli incrementi dell’ultimo quinquennio. Va meglio agli operai del Trentino che contano - in media - su un salario pari a 26.558 euro l’anno. Se la passano peggio in Basilicata con uno stipendio annuale di 22.324 euro.   

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