Terni, la fuga dei giovani: negli ultimi dieci anni ne sono “spariti” più di dodicimila

“Buco generazionale”, l’indagine di Mediacom043: nel Ternano i 25-40enni sono meno del 17% dell’intera popolazione: “Situazione gravissima, ecco cosa è successo”

“I giovani in Italia, in Umbria e ancora di più a Terni e nel territorio sono diventati una merce rara”. È questo il commento di sintesi con cui l’agenzia Mediacom 043 – agenzia di stampa diretta da Giuseppe Castellini - accompagna l’ultima indagine sul “buco generazionale” dentro al quale rischia di precipitare il Paese.

I dati in Italia

“Negli ultimi 10 anni, dal 2009 al 2019, il ‘buco generazionale’ nella fascia di età 25-40 anni, ritenuta dagli studiosi cruciale per la crescita e lo sviluppo socio-economico, in Italia è diventata una voragine. La situazione – spiega Mediacom 043 - è allarmante, ponendo una seria ipoteca sul futuro economico e sociale del Paese. Nell’ultimo decennio, infatti, questa fascia d’età è passata in Italia da 13.721.982 persone a 11.102.995 (-2.618.987) con un calo del 19,1%. In altre parole, è sparito un quinto dei giovani tra 25 e 40 anni. E il peso di questa fascia di età cruciale sul totale della popolazione è sceso, nell’ultimo decennio (Tabella 3), dal 22,9% al 18,4%”.

Numeri che diventano ancora più pesanti se si guarda all’ultimo ventennio o quasi, dal 2002 (primo anno per cui sono reperibili i dati Istat su questa fascia di età) al 2019. Il crollo della fascia 25-40 anni è stato infatti del 22,2%, con la perdita di 3.177.016 persone e con la quota della fascia 25-40 sull’intera popolazione sceso dal 25,1% al 18,4%. “Si tenga presente – rileva l’analisi di Mediacom - che, nella letteratura demografica ed economica, quando la quota dei giovani 25-40 anni scende sotto il 20% l’impatto sul futuro sociale ed economico di un Paese si fa molto forte. Il 20% è insomma una soglia considerata critica”.

La situazione in Umbria

Nel contesto nazionale, l’Umbria rappresenta poi un caso particolare, “con un andamento assai diverso tra il periodo 2002-2009 e quello del decennio 2009-2019”.

“Diciamo subito che l’Umbria all’inizio del periodo considerato è già una delle regioni più ‘vecchie’ d’Italia, con una quota di giovani 25-40 anni sul totale della popolazione che è al 23,4%, terzultimo peggior dato tra le regioni. Nel periodo 2002-2009, tuttavia, il numero dei giovani tra 25 e 40 anni nella regione aumenta, passando da 193.006 a 198.640 (+5.634, +2,9%). Il peso di questa fascia d’età sul totale della popolazione invece scende (dal 23,4% del 2002 al 22,2% del 2009) perché nello stesso periodo l’aumento della popolazione complessiva dell’Umbria è superiore a quello specifico della fascia 25-40 anni. Ma il risultato non è male, se si tiene conto dell’andamento nazionale, tanto che tra il 2002 e il 2009 l’Umbria fa meglio del dato nazionale (il calo dei giovani 25-40 tra il 2002 e il 2009 è -3,9% in Italia e appunto +2,9% in Umbria) e migliora la sua posizione in graduatoria, passando dal terzultimo al sestultimo posto per quota di giovani 25-40 sul totale della popolazione”.

È nell’ultimo decennio che il cuore verde d’Italia si trova a dover fronteggiare una crisi molto aggressiva. Il numero dei giovani 25-40 crolla del 21,9% (da 198.640 a 155.143, con un calo di 43.497 giovani), vedendo quindi sparire oltre un quinto dei propri giovani e marcando l’ottavo peggior risultato d’Italia. Sempre tra il 2009 e il 2019, la quota dei giovani 25-40 sul totale della popolazione precipita dal 22,2% del 2009 al 17,6% del 2019, ben sotto la soglia ‘critica’ del 20%, che invece ad inizio decennio era superata”.

Le cause del crollo

A denatalità ed emigrazione dei giovani in altre regioni e all’estero, si aggiunge una terza motivazione: “La forte flessione (circa un terzo) degli iscritti all’Università di Perugia – spiega Mediacom - concentrata proprio in questo decennio, che ha ridotto il numero degli studenti che, una volta giunti a studiare in Umbria, poi vi si fermano”.

Terni e Perugia

Quella dell’Umbria viene definita una situazione “doppiamente anomala”, perché, all’andamento anomalo della regione rispetto alla media nazionale, si aggiunge il “comportamento decisamente divergente (almeno nel periodo 2002-2009) tra le province di Perugia e di Terni”. L’aumento del numero dei giovani tra 25 e 40 anni registrato in Umbria tra il 2002 e 2009 “fu infatti dovuto alla sola provincia di Perugia, dove i giovani 25-40 anni aumentarono da 142.895 a 148.772 (+5.877, +4,1%), mentre nella provincia di Terni scesero da 50.111 a 49.868 (-0,5%).

E anche nell’ultimo decennio 2009-2019, l’andamento della provincia di Terni è peggiore di quello della provincia di Perugia. Nel Perugino, infatti, la flessione del numero dei giovani 25-40 è del 21,1% (da 148.772 a 117.442, -31mila 330), mentre in provincia di Terni il calo è del 24,4% (da 49.868 a 37.701, -12.167). In sostanza, nell’ultimo decennio la provincia di Perugia ha perso oltre un quinto della propria popolazione tra 25 e 40 anni, mentre Terni ne ha persa quasi un quarto.

Guardando all’intero periodo 2002-2019, la flessione del numero dei giovani 25-40 anni è stata del 17,8% in provincia di Perugia (dato inferiore al -22,2% fatto segnare dalla media italiana e anche al -19,7% della media del Centro), mentre la provincia di Terni marca -24,8% (peggio sia della media nazionale che di quella del Centro). Quanto alla quota dei giovani 25-40 anni sul totale della popolazione residente nelle due province umbre, nel 2019 entrambe sono sotto la soglia ‘critica’ del 20% e sotto la media nazionale (18,4%): Perugia è al 17,9%, Terni a un gravissimo 16,7%. Il ‘buco generazionale’, quindi, in Umbria è grave in entrambe le province, ma in quella di Terni è drammatico.

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