Mercoledì, 16 Giugno 2021
Economia

L'Umbria non è una regione per giovani: in dieci anni sono sparite 2.800 imprese under 35

I dati della Camera di commercio. A Terni il peso dei giovani sul totale delle aziende è di quasi il 9%, meglio che a Perugia

Il decennio 2011 - 2020, ha visto mancare all’appello in Umbria oltre 2.800 imprese giovanili - quelle guidate da imprenditrici e imprenditori con meno di 35 anni: un calo del 28,1%, in media ogni anno -2,8%.

Il risultato è che a fine 2020 si contano in Umbria 7.031 imprese giovani iscritte al registro delle imprese della Camera di commercio dell’Umbria, contro le 10.149 presenti nel 2011. Un taglio di 2.848 unità.

E se un decennio fa il 10,5 % delle imprese umbre era under 35, oggi il peso dei giovani sul tessuto imprenditoriale regionale è sceso al 7,4%.

Non cambia di molto la situazione se l’osservazione ha prospettiva provinciale.

In provincia di Perugia le imprese giovanili sono - al 31 dicembre 2020 - 5.377, il 7,4% della base imprenditoriale. In provincia di Terni nel 2020 si rilevano 1.924 imprese giovanili, pari all’8,8% del totale delle imprese.

È quanto emerge dall'indagine Unioncamere-Infocamere sulla nati-mortalità delle imprese, secondo cui la crisi pandemica ha certamente contribuito a frenare la voglia di fare impresa dei giovani, aggravando una tendenza negativa in atto nell’intero arco dell’ultimo decennio, 2011-2020.

Più in particolare in questo decennio le imprese giovanili sono calate di 16 punti in più rispetto alla riduzione della popolazione giovanile tra i 18 e i 34 anni (-22,4% contro – 8%). A fronte di questa forbice, il rapporto tra imprese giovanili e popolazione giovanile ha perso mediamente un punto per ogni anno passando dal 61,5‰ del 2011 al 51,9‰ del 2020.

Dal punto di vista territoriale la perdita del numero di imprese giovanili registrata tra il 2011 e il 2020 ha riguardato tutta la nazione. E, in proporzione al totale delle imprese esistenti, si identifica un cluster territoriale abbastanza definito intorno alle regioni del centro Italia - la Toscana, le Marche, l’Abruzzo, l’Emilia Romagna e l’Umbria - in cui la perdita complessiva di imprese giovanili si colloca tra il 28 e il 34% nel 2011-2020.

“Abbiamo tuttavia registrato un comportamento positivo che distingue l’operato dei giovani imprenditori e che ci fa ben sperare”, sottolinea Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio dell’Umbria. “Di fronte al Covid – spiega Mencaroni - i giovani imprenditori si mostrano più resilienti e sembrano guardare al futuro con maggiore positività rispetto agli altri colleghi. Su scala nazionale, sull’impatto della pandemia sull’attività 2020 dell’imprenditoria giovanile, infatti, il 43% dichiara di non avere avuto perdite di fatturato contro il 36% delle altre imprese. E chi ha perso terreno, ha maggiori aspettative di recupero. Il 68% delle imprese under 35 manifatturiere prevede infatti un ritorno ai livelli produttivi pre-Covid entro il 2022, contro il 60% delle altre imprese. Ed è interessante notare che la percentuale sale al 75% per gli imprenditori under 35 che hanno investito in industria 4.0, a conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, che il digitale è un potente acceleratore di competitività”.

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