Domenica, 17 Ottobre 2021
Economia

Ast-Arvedi, fabbrica in agitazione: “No a facili trionfalismi e annunci da campagna elettorale, serve un piano industriale”

Riunione straordinaria di Rsu e segreterie territoriali dei metalmeccanici, chiesti investimenti e stabilizzazioni: “Il Tubificio è stato indebolito da scelte discutibili”

Finiti i fuochi artificiali, resta la polvere dei dubbi. A sollevarla sono le Rsu di Accia speciali Terni che nella giornata di oggi hanno organizzato una riunione straordinaria con le segreterie territoriali dei metalmeccanici. E il messaggio è piuttosto chiaro: “Inopportuni i facili trionfalismi, si presenti il più rapidamente possibile il piano industriale dell’acquirente”.

Al centro del tavolo di confronto l’annuncio della vendita di viale Brin da parte di Thyssenkrupp ad Arvedi. Un passaggio di proprietà che viene visto positivamente per quella parte di offerta che “prevede l’acquisizione del sito nel suo complesso ampliando anche con i centri di servizio esteri e la rete commerciale italiana e tedesca”.

Ma qui finiscono i convenevoli ed iniziano le note dolenti. Perché le organizzazioni dei lavoratori stigmatizzano i “facili trionfalismi” e soprattutto gli “annunci da campagna elettorale” che sono arrivati “in modo particolare delle istituzioni locali e nazionali. È bene ricordare – sottolineano i sindacati - che in tutto il periodo della vendita il silenzio delle forze politiche è stato assordante, sopito solo negli ultimi giorni, cosa quest’ultima, che invece non è successa per le istituzioni che hanno continuato ad ignorare le reiterate richieste di riavviare il tavolo presso il ministero dello sviluppo economico, mai riunito dall’insediamento del Governo Draghi. I toni utilizzi a poche ore dall’annuncio della ThyssenKrupp sono stati inopportuni e poco riconducibili alle prerogative istituzionali”.

Fatte queste doverose premesse, l’urgenza è quella di passare alla fase operativa e concreta del persorso di vendita. “Ora è centrale che si presenti il più rapidamente possibile il piano industriale dell’acquirente e che questo risponda realmente alle aspettative dei lavoratori, che come è noto oltre a prevedere la vendita del sito nel suo ciclo integrato, presume la salvaguardia degli assetti impiantistici, dei livelli occupazionali e salariali dei lavoratori diretti e dell’indotto. Oltre al completamento degli investimenti, in modo particolare quelli relativi all’ambiente, salute e sicurezza. Ovviamente – dicono Rsu e segreterie - la transazione dovrà essere approvata dalla commissione europea Antitrust, le parti e il governo italiano si devono adoperare per snellire la procedura e consentire, quindi, l’avvio della discussione con la nuova proprietà”.

Discussione che i sindacati auspicano vada “oltre la mera comunicazione dell’avvenuta vendita e che discuta di come gestire la presunta lunga fase di transizione”.

Il “come”, appunto, è in qualche modo indicato: “Le attività produttive continuano quasi a pieno regime e il mercato sembra particolarmente favorevole in questa fase. Bisogna rivedere il processo di stabilizzazione dei lavoratori somministrati che ormai rientrano a pieno titolo nell’organico tecnologico, oltre a confermare i contratti in scadenza a copertura dell’intera platea interinale. Preoccupazioni si concentrano sulla situazione del Tubificio dove scelte discutibili sulla produzione e commercializzazione hanno indebolito l’intera divisione. Sul piano più generale serve, ovviamente, la ripresa del confronto anche con il Mise che dovrebbe essere il garante dell’intero processo di vendita, invece si è limitato a pochi e non utili annunci. Serve una verifica ed una estensione temporale dell’accordo ponte in scadenza il 30 settembre 2021, con un serrato confronto tra Governo, Ast e organizzazioni sindacali a tutti i livelli”.

In attesa insomma di un percorso di confronto con la nuova proprietà di Ast, Rsu e segreterie territoriali hanno indotto “lo stato di agitazione in tutto il sito produttivo e un percorso di condivisione attraverso le assemblee con i lavoratori, al fine di vigilare costantemente sui tempi e sui modi di gestione di questo particolare momento”.

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