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“Peste suina africana, emergenza reale che rischia di mettere in ginocchio un’intera filiera”

I consiglieri regionali della Lega, Marco Castellari e Manuela Puletti, assieme al referente territoriale per la Valnerina del Carroccio, Valentina Fausti, hanno incontrato le associazioni degli agricoltori: “Ridurre la burocrazia di fronte a un pericolo cobncreto”

“Ridurre la burocrazia di fronte al rischio concreto di contagio da peste asuina africana”. Questo l’impegno preso dai consiglieri regionali della Lega Marco Castellari e Manuela Puletti a margine dell’incontro sulle problematiche relative al rischio diffusione peste suina africana (Psa) organizzato dal referente territoriale Lega per la Valnerina Valentina Fausti, che ha visto la partecipazione dei delegati delle associazioni di categoria dell’agricoltura (per la Cia Andrea Palomba, per Coldiretti Stefano De Carolis, per Confagricoltura Matteo Pennacchi).

“È stato un primo incontro propositivo - commentano Castellari e Puletti - nel quale sono emersi spunti su questioni che porteremo avanti nelle sedi opportune, prima fra tutte la necessità di snellire i passaggi burocratici per realizzare recinti nelle terre di allevamento intensivo. Abbiamo l’obbligo – evidenziano i due esponenti della Lega - di tendere la mano al mondo degli allevatori e degli agricoltori, da sempre punto fermo dell’economia regionale, tanto più di fronte a un’emergenza reale qual è quella della Psa che, qualora arrivasse in Umbria, metterebbe in ginocchio un’intera filiera. Approfondiremo l’argomento con i dirigenti preposti affinché si recepiscano le istanze degli agricoltori, quali alzare di qualche centimetro in più le recinzioni o poterle piantare più in profondità, perché quanto previsto oggi dal regolamento non risulta essere un deterrente per il cinghiale che vuole entrare oltre la recinzione”.

“Anche per le associazioni di categoria – evidenziano Puletti e Castellari - l’emergenza cinghiale rappresenta una piaga sociale che deve essere affrontata con determinazione. Più volte come Lega abbiamo portato in consiglio regionale questo tema, sollecitando all’assessore di competenza un’azione forte per il contenimento dei cinghiali, anche attraverso una mozione dove si chiedeva alla Regione Umbria di farsi promotrice, all’interno della conferenza Stato – Regioni, della necessità di prolungare di due mesi la caccia a questa specie. Proposta avallata anche dall’allora direttore dell’istituto zooprofilattico dell’Umbria, il quale aveva spiegato come la riduzione della presenza di cinghiali sul territorio fosse una misura indispensabile per ridurre la possibilità di diffusione dei contagi”.

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