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Lunedì, 26 Febbraio 2024
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Stupratore seriale evaso dai domiciliari e arrestato per la coltivazione di droga, il giudice: “Le piante di marijuana non sono sue, liberatelo”

L’uomo è stato condannato per la violenza sessuale nei confronti di due ex fidanzate ed è stato rintracciato a Gualdo Tadino dopo quasi un mese dalla sua evasione

Il giudice del tribunale di Perugia non ha convalidato l’arresto di Federico Marcelli, finito in cella con l’accusa di aver impiantato una serra per la coltivazione di marijuana, rimandando al mandato di arresto di Ancona.

Il 49enne di Pesaro era evaso dagli arresti domiciliari, concessi in attesa della decisione della Cassazione sul ricorso contro la condanna per lo stupro di due ex fidanzate, facendo perdere le proprie tracce dal 15 novembre scorso.

Dopo quasi un mese di latitanza l’uomo, difeso dall’avvocato Vincenzo Bochicchio, era stato “individuato a Gualdo Tadino (...) ove appariva essersi condotto e, grazie alle informazioni acquisite in loco” le forze dell’ordine “avevano proceduto all’accesso nella abitazione indicata da un vicino di casa”. Qui, secondo l’accusa, con la complicità di una donna residente nello stabile, avrebbe impiantato una serra per la “coltivazione intensiva di 8 piante di marijuana (della lunghezza cadauna di circa 120 cm, 113 cm, 110 cm, 105 cm, 100 cm, 75 cm, 60 cm) destinate alla successiva cessione della sostanza stupefacente dalle stesse estraibile”.

Per il giudice, però, “l’indagato si trovava nella abitazione di cui si tratta al più dal 16 novembre: la coltivazione delle piante è attività che non appare essere stata dal medesimo intrapresa (le dimensioni delle piante sono tali da consentire senza ombra di dubbio di ritenere che le stesse siano nate ben prima dell’arrivo del Marcelli)” e non è dato sapersi se l’indagato abbia ricevuto istruzioni di occuparsi del gatto e delle piante.

Ne consegue il rigetto della richiesta di applicazione di misura cautelare per difetto di gravi indizi di colpevolezza, ordinando l’immediata scarcerazione “se non detenuto per altra causa”. Questo in attesa delle decisioni del giudice di Ancona in merito al reato di evasione.

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