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Comune di Terni, incompatibilità del sindaco Stefano Bandecchi: “Parola al prefetto”

Partito democratico, 5 Stelle e gruppo Kenny chiamano in causa il Palazzo del Governo dopo la rinuncia alle cariche sociali in Ternana e Unicusano del primo cittadino: "Verificare la situazione"

È passata una settimana dall’insediamento ufficiale del consiglio comunale di Terni e dalla votazione che, a maggioranza, ha stabilito la convalida degli eletti a Palazzo Spada e – soprattutto – ratificato la non incompatibilità del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, anche alla luce delle dimissioni del primo cittadino dalle cariche sociali dentro la Ternana e nel consiglio di amministrazione dell’Università telematica Niccolò Cusano.

Nella società di via della Bardesca, Bandecchi è stato sostituito da Paolo Tagliavento in qualità di amministratore unico, mentre il nuovo cda di Unicusano da lunedì scorso risulta così composto: Giovanni Puoti (presidente), Stefano Ranucci (vicepresidente), Fabio Stefanelli (amministratore delegato), Fabio Fortuna, Anna Prassino, Gino Bella, Matteo Bandecchi (consiglieri).

Ora, alla luce della decisione politica, alcuni “pezzi” dell’aula di Palazzo Spada hanno sollevato più di una perplessità rispetto al fatto che il passo indietro di Bandecchi abbia risolto il potenziale conflitto di interessi. Il consigliere – e presidente del gruppo di Forza Italia – Francesco Ferranti ha in più occasioni sollecitato ad esempio il segretario generale del Comune di Terni, Noemi Spagna Russo, a pronunciarsi rispetto a questo passaggio così da poter avere un parere chiaro rispetto al quale votare.

Qualche ora dopo, i gruppi consiliari di Partito democratico, Kenny Innovare per Terni e Movimento 5 Stelle, hanno inviato una lettera al prefetto di Terni – Giovanni Bruno - per chiedere di verificare, secondo le disposizioni del testo unico sull’ordinamento degli enti locali (Tuel), come indicato dagli organi preposti, “la permanenza o meno delle eventuali cause di incompatibilità del sindaco Bandecchi”.

Sempre durante il dibattito in consiglio comunale, Cinzia Fabrizi (Fratelli d’Italia) ha invece sollevato il “caso” Ping Pong, spostando dunque i riflettori dai ruoli ricoperti da Bandecchi in Ternana e Unicusano alla società che, almeno sulla carta, “controlla” le aziende che avrebbero potuto accendere la miccia dell’incompatibilità.

struttura unicusano1Durante la trasmissione Report di Rai 3 “dedicata” al fenomeno Bandecchi ed andata in onda qualche settimana fa, era stato proprio l’ormai ex patron della Ternana a spiegare che Unicusano è “controllata dalla Ping Pong srl”, una sua società che si occupa di formazione e che faceva parte del Consorzio delle scienze umane (assieme a Castello & Castello formazione Srl, Open University Soc.coop., Progetto Sapere Soc. coop., C & G Srl) che a maggio del 2006 fondò l’Università telematica Niccolò Cusano. Bandecchi forniva insomma un quadro diverso rispetto a quello ricostruito – sempre in trasmissione – dall’esperto di economia e finanza Gian Gaetano Bellavia che invece metteva la stessa Unicusano al centro dell’universo di aziende che potevano essere ricondotte a Bandecchi.

Al netto dunque dei passaggi societari effettuati dal sindaco di Terni – che scorrendo l’organigramma “aggiornato” di Unicusano risulta ancora come direttore generale operativo – il nodo che ora si chiede al prefetto di Terni di sciogliere è quello relativo al reale “potere” che il sindaco potrebbe esercitare ancora sulle aziende a lui in qualche modo riconducibili e se questo potrebbe in quale modo innescare un conflitto di interessi ed una eventuale incompatibilità con il ruolo di primo cittadino.

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