Lotta al cancro, operazione “lampo” all’ospedale di Terni: il paziente torna a casa dopo tre giorni dall’intervento

Ternano di 57 anni operato per un tumore alla prostata con l’utilizzo della chirurgia robotica. Il dottor Pansadoro: l’urologia del Santa Maria punto di riferimento per la comunità regionale ed extraregionale

L’ospedale di Terni conferma ancora una volta le sue punte d’eccellenza anche nella lotta al cancro. “Fino a poco tempo fa sarebbe sembrato incredibile, impensabile. Oggi invece – spiega il dottor Alberto Pansadoro, urologo specializzato che opera all’interno della struttura complessa dell’azienda ospedaliera Santa Maria, diretta dal dottor Carlo Nico - questa è la realtà. I pazienti operati di prostatectomia radicale robotica presso la struttura complessa di urologia dell’azienda ospedaliera di Terni, vengono dimessi fino a 3 giorni dopo l’intervento”.

Così come è accaduto ad un paziente di 57 anni di Terni, affetto da tumore alla prostata e operato giovedì di prostatectomia radicale robotica dal dottor Pansadoro, dimesso sole 72 ore dopo l’intervento chirurgico.

“Questo – spiega Pansadoro - è reso possibile principalmente da quattro fattori. Innanzitutto dall’impiego della chirurgia robotica mininvasiva per il trattamento di questa patologia, che ha reso il decorso postoperatorio di questi pazienti indolore e pertanto più rapido e agevole”.

“In secondo luogo, dall’applicazione di protocolli postoperatori internazionali Enhanced Recovery After Surgery (Eras) che prevedono una mobilizzazione precoce del paziente già in una giornata postoperatoria, la ripresa dell’alimentazione il giorno dopo l’intervento   e lo scarso utilizzo di analgesici  come la morfina che potrebbero ritardare la peristalsi intestinale”.

Un altro fattore importante è rappresentato da una esperienza internazionale di chirurgia robotica della struttura ospedaliera di urologia diretta dal dottor Nico. Il dottor Pansadoro infatti si è formato in Francia a Bordeaux in un centro di riferimento europeo per la chirurgia laparoscopia e robotica, iniziando la sua esperienza in chirurgia robotica più di 10 anni fa ed attualmente è docente presso l’Istituto Ircad a Strasburgo, punto di riferimento per l’insegnamento delle tecnologie laparoscopiche e robotiche in Europa.

“Infine – rileva il dottor Pansadoro - il personale di assistenza sanitaria del paziente: è soprattutto loro che bisogna ringraziare. Gli infermieri (Mario Cangemi, Tiziana Chianella, Francesca Fidenzi, Chiara Formichetti, Elisabetta Fornari, Leonardo Grechi, Alessia Propersi, Francesca Salvatelli, Giuliano Sinibaldi, Annalisa Sodi, Giancarlo Vannozzi, Stefania, Souad Zaimi) e gli Oss (Loretta Anselmicchio, Patrizia Cabioni, Isabella Capocchia) altamente qualificati e specializzati nel prendersi cura di pazienti trattati con metodiche innovative mininvasive e che assistono costantemente il paziente in maniera tale da favorire una ripresa più rapida. Sicuramente, senza di loro tutto questo non sarebbe mai potuto accadere”.

Analizzando la situazione dei pazienti, Pansadoro sottolinea che “i più soddisfatti di questo sono proprio loro, i quali possono passare più giorni comodamente a casa fra le proprie mura con i propri cari piuttosto che in una stanza di ospedale. Questo è possibile anche perché non hanno bisogno di particolari terapie o cure postoperatorie. Ovviamente il robot non fa tutto da solo ed è necessaria una mano esperta a guidarlo per una chirurgia indolore e senza complicanze postoperatorie. Questo atteggiamento clinico oltre che essere un vantaggio per i pazienti rappresenta chiaramente anche un beneficio per la società vista la riduzione dei  costi di  spesa e un utilizzo più efficace dei posti letto ospedalieri”.

La struttura ospedaliera di urologia si pone pertanto come “punto di riferimento per la comunità regionale ed extraregionale nel trattamento del tumore della prostata impiegando tecniche avanzate mininvasive sempre più all’avanguardia ed applicando protocolli innovativi di terapia e cura”.

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