Didattica e Coronavirus: i laboratori sono off-limits e gli studenti scrivono i “libri” per il prossimo anno

Gli aspiranti orefici del liceo artistico Metelli stanno sperimentando nuovi percorsi e preparano insieme ai docenti un nuovo manuale da utilizzare al rientro 

Il laboratorio del liceo artistico Metelli

Non ci sono solo italiano, storia e matematica, ma anche materie che, necessariamente, richiedono la presenza in laboratorio. Che si parli di meccanica o di sartoria, gli effetti del Coronavirus si sono fatti sentire anche – e probabilmente soprattutto – per quei ragazzi impegnati in studi che richiedono di mettere “le mani in pasta”. E se questo è impossibile, c’è chi ha escogitato un’alternativa che sarà utile non solo agli studenti di oggi, ma anche a quelli di domani, grazie alla creazione di inediti “libri di testo”, con approfondimenti specifici per materie per le quali i materiali di studio ufficiali non sono poi così numerosi e specifici.

È il caso del liceo Artistico Metelli, con particolare riferimento all’indirizzo di Design dei Metalli e dell’Oreficeria. Un percorso in cui le attività pratiche in laboratorio hanno un ruolo predominante nella formazione dei ragazzi e che, a causa della chiusura delle scuole, ha subito inevitabilmente uno stop. Almeno nella “forma” a cui erano abituati ragazzi e docenti.

Se fin da subito sia il liceo Artistico sia il Classico, guidati dalla dirigente Roberta Bambini, hanno potuto attivare la didattica a distanza grazie a percorsi già avviati nel tempo, gli aspetti relativi alle attività laboratoriali andavano affrontati e rimodulati e la soluzione è stata assolutamente positiva: la professoressa Angela Avenoso, insieme ai docenti della sezione A, Pasquale Verdone e Marco Collazzoni, si è subito attivata: “La programmazione sia della disciplina progettuale che laboratoriale è stata rimodulata, ampliando la parte teorica con approfondimenti sulla storia del gioiello e delle tecniche di lavorazione orafe analizzando tutti i passaggi tecnici, vista l’impossibilità di sperimentare in laboratorio, dall’antichità ad oggi, dal pezzo unico alla produzione seriale. Il vasto programma è stato proposto in dispense e presentazioni power point caricate su G-Classroom e spiegate in video lezione su G-Meet, partendo dagli egizi con la tecnica del niello e scopritori dell’oro, quindi proposte di approfondimenti sui metalli nobili e non, storia chimica degli elementi, al Greco-Romano-Etrusco, Barocco quindi ‘600-‘700 e ‘800 con l’industrializzazione e la produzione seriale.

Ma particolare importanza viene dato al periodo greco-romano-etrusco per permettere ai nostri alunni di conoscere amare e riappropriarsi della storia e della tradizione del nostro territorio, con l’analisi delle tecniche di lavorazione del metallo prezioso, in speciale modo alla tecnica della filigrana a giorno e a notte, della granulazione, sviluppatosi proprio nel centro Italia ed evolvendo fino ad oggi. Gli alunni hanno già prodotto diversi progetti di gioielli monili e bracciali con relative schede tecniche con le fasi di lavorazione e la scelta dei metalli quindi già pronti per essere realizzati appena si potrà rientrare a scuola nei laboratori”.

Gli studenti hanno accolto questo nuovo progetto molto positivamente, seguendo la programmazione con assiduità: “Tutti i compiti caricati sulle apposite piattaforme vengono restituiti con il rispetto delle consegne, l’impegno dei nostri alunni sempre costante – continua la professoressa Avenoso - ci porta a fare il nostro lavoro con dedizione e amore, ci ha permesso in un periodo così particolare di mettere in atto una formazione fatta in tempi non sospetti. Tutto il materiale prodotto diventa per noi la base per realizzare insieme ai nostri alunni un manuale dell’indirizzo Design Metalli, che verrà sempre aggiornato da nuove esperienze e nuove tecniche di lavorazione. Abbiamo sempre visto positivo e in un periodo così difficile ci rende orgogliosi essere riusciti a dare spazio creativo ai nostri alunni con approfondimenti didattici ma anche umanamente, anche con un semplice “come va ragazzi? Ce la faremo"”.

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